Racconti Erotici - RossoScarlatto Community
RossoScarlatto Community
.: :.
Racconto n° 2322
Autore: Madamesnob Altri racconti di Madamesnob
Aggiungi preferito Aggiungi come Racconto preferito
Contatto autore: Scrivi all'Autore
 
 
Lettori OnLine
 
Romanzi online
 
Manniquin
Brehat
Rebel
Friends
Orchid Club
Menage a trois
Remember
The best
Destiny
My Story
 
 
Blu
Blu. Oceano che rifrange. Onde sottili, increspature a raggiera che mi solleticano le spalle, rigano lunghe le braccia, aprono le mani. Bagliori liquidi che scavano lenti, riflessi di una personalità sicura, arrogante, a tratti forse sprezzante.
Lo usa. Usa questo suo blu inondando il mio spazio vitale, soffiandomene la profondità sul collo, intrappolando battito dopo battito il mio respiro tra le sue ciglia.
La schiena forte, il completo scuro, i capelli ondulati che ricaccia indietro di continuo, con le dita abbronzate aperte, come pettine di conchiglia tropicale. Tutto sfuma ai lati dei miei occhi, annega nel bianco azzurro della cornea e lascia che l'iride ghermisca quel celeste imprudente. La mia pupilla lo assorbe, lui entra come acqua salata, bruciante nella mia mente, nel mio sangue, innesca lingue elettriche lungo la nuca.
Ha questa maleducata abitudine. Parla avvicinandosi molto, invade l'intimità del suo interlocutore, accosta il viso e spalanca gli occhi mascherando questo gesto geniale con la simpatia travolgente tipica delle sue origini mediterranee. In realtà entra col blu negli occhi di chi ha di fronte, sfiora appena l'anima in un tremito di brezza, ne rifugge ironico e va dritto allo scopo scendendo tra le anche.

Non amo gli occhi chiari. Mai piaciuti. Sanno di freddo, di trasparenza fastidiosa, di bellezza troppo esposta, a volte persino mercificata. Negli occhi scuri invece mi perdo, scavo e scruto interrogandone i misteri bui, rimango ferma a distinguerne le screziature talvolta appena percettibili e respiro anima tiepida.
Non ho mai ceduto al blu - eccetto forse quello del cielo d'altitudine, che tuttavia d'umano non ha nulla e con cui quindi non posso lottare - ed è per questo che ora sono indispettita per queste scosse, seccata per il rossore improvviso che sento salirmi sulle guance. Sento le mie pupille farsi piccole, per proteggersi, chiudersi veloci davanti alla sua luce turchese. Vedo gli angoli della sua bocca grande, forte anch'essa, piegarsi arroganti all'insù. Sento la rabbia secca del desiderio istintivo, della perdita della ragione, mentre quel ceruleo vorace mi avvolge nelle sue onde ineluttabili.

Leccami.
La parola mi si ferma al confine delle labbra, nella riga invisibile che giunge umido e asciutto sul mio labbro inferiore, ora appena proteso. Una cascata azzurra mi colpisce lungo la schiena, sulle gambe, sopra i seni tesi. Gocciola righe turchine sui miei capezzoli e di lì zampilla sul ventre eroso dalla sua corrente blu. La sua mano salda sul mio polso candido, la sua lingua piatta, calda, che scivola inesorabile lungo il mio braccio, rallenta appena nell'incavo del gomito e poi corre veloce, indomita, fino alla manica corta del vestito. Poi alza la testa, mi trafigge per l'ultima volta -o meglio - per ora - - e si ritira senza fretta, come la marea.

Sulla battigia bianca della mia pelle rimane la traccia liquida della sua voglia.

Madamesnob

Biblioteca
 
Community
Redazione RS
Biblioteca

Biblioteca

 
.: RossoScarlatto Community :.