Lo so che non è corretto. Anzi, direi che è certamente criminale; ma non avevo altra scelta. Ci ho pensato a lungo, sai? Prima di decidere di farlo, intendo; poi, una volta assunto il rischio, ho calcolato nei minimi dettagli tutto il mio piano: i te...
La lettera
Nescitgalatea
Strofino bene, lucido, lustro, alliscio, lecco. Sarebbe bene cancellare tutto, un soffio e via dalla pelle, dalla carne, dall’anima, con un solo colpo dire basta al lordume che la vita ha tatuato sul mio corpo facendone una mappa insensata del dolore...
Anima puttana
Amaranta
Cerco in te la conferma di quel che sono, di quel che ero, quando digito il tuo numero.
- Sono Elena, mi richiami?
- Sì.
La tua telefonata arriva subito.
- Come stai?
- Mi hanno pubblicato un racconto, su rossoscarlatto.
- Mi diventerai ...
Troviamoci al binario 16
Faber
La voce dell'altoparlante gracchia.
Un suono di cui l'uomo al binario comprende solo tronchi spezzoni di parole.
Binario.
Delle 11 e quara.
Nove.
Come briciole di ferrovia, nella mattina di estate ormai piena, lasciate su una tovaglia, quan...
Estremità
SchiavaDAmore
Le mie estremità ho scoperto, sono infinite, ogni volta che le inseguo le ritrovo un pò più avanti.
Lui tocca in me nuovi angoli, nuovi muri, li abbatte e mi conduce a un nuovo limite. Distante. Lontano.
Ignoto.
Ogni volta che rientra io mi ap...
La tana
Nescitgalatea
1.
La stanza: una tana appartata alla fine di un lungo corridoio buio. Lugubre e grave. Nessun odore e la luce bassa. Accentata. Segno del cronico calo di energia elettrica tipico di certi vecchi palazzi. Sono indeciso se entrare o ancorare il t...
Continuavo a sentire
SchiavaDAmore
Continuavo a sentire con brevi pause i loro lamenti.
K. protendeva in avanti, stretta da quelle grosse mani sembrava spezzarsi. Sentivo rimbombare l’eco del sangue che mi pulsava nel cervello, le luci guizzavano come bagliori, davano un’impression...