Continuavo a sentire con brevi pause i loro lamenti.
K. protendeva in avanti, stretta da quelle grosse mani sembrava spezzarsi. Sentivo rimbombare l’eco del sangue che mi pulsava nel cervello, le luci guizzavano come bagliori, davano un’impression...
Sciarada
Rossogeranio
Il tipo dev’essere stato un giocoliere in un’altra vita.
Mi ha svegliato così in fretta, che non ho avuto il tempo nemmeno di finire il sogno.
Non che fosse importante.
Non c’è bisogno affatto di un sogno per sapere, quando uno ti acchiappa la Men...
L'addio
Madamesnob
Se è addio che deve essere, che sia di lama. Come i tuoi occhi.
Che sia lucente, netto, che sia lento di crudeltà arrotata a fatica.
Che sia secco, determinato, che sia un punto nelle mie linee a spirale.
Uno scalino da guardare a lungo, come la ...
Neverending
Scarlet
C'erano almeno dieci persone ancora in ufficio a quell'ora, ma Sara ne guardava una sola.
"Facciamo un gioco, così il tempo passa più velocemente"
Qualcosa per attirarlo, l'esca per la sua vittima, un bel diversivo per tutti quei perditempo annoiat...
Eden
Pickingyourmind
Muoversi in treno era ormai un'abitudine da anni. Per lavoro o per piacere, questo era il modo per gustarsi, con l'attenzione che merita, il sorgere del sole o il baluginare della luna.
Il lento scorrere, ritmicamente altalenante, sulle rotaie perme...
Ottobre
Giulia Lenci
“Se volesse un goccio di questo passito, signorina…”
“Ma cosa vuoi, ubriacarla? Lo sai che non beve…”
Lei ride. Che bei denti. Bianchissimi, perfetti. Come la bocca. Perfetta. Due labbra che si chiudono a cuore.
“La ringrazio, ma non bevo. Però m...
Sei i miei occhi
Faber
Riprendi a scrivere.
Che l’intervallo, tra l’ultima parola scritta e quella nuova, è tale da rendere necessaria la ricerca di un filo. Che congiunga il vecchio al nuovo.
E parla, ancora, di loro.
L’uomo che chiameremo D. e la donna.
Che chiamerem...