| Vuoi, il mormorio inevitabile |
SchiavaDAmore
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Vuoi che rotei attorno al palo come un compasso impazzito, prima di finire a terra con la pelle ancora palpitante e il respiro corto. Vuoi che distribuisca la mia carne nuda allo sguardo goloso ma è nient’altro che a Te, Michael, che immolo me stessa... |
Rossogeranio
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Questi giorni, stranamente irreali, liquidi.
Forse potrei evitarli se il corpo liberasse i pensieri che per troppo tempo perseverano a mulinare intorno, in una circonferenza di nessuna possibilità.
Il cerchio stringe.
E’ come accasciarsi e sciogli... |
Inside Susan
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Ad Anais.
Il lunedì mi recai nei pressi della Gare St. Lazare dove lavorava il copista, per ritirare i racconti che avrei dovuto presentare l'indomani mattina all'editore.
Il copista era conosciuto tra i giovani e squattrinati scrittori di Montma... |
Amelia
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Parole. Seduzione fonetica e semantica.
Parole destabilizzanti. Euforizzanti. Degradanti. Ammalianti.
Quante dense di significato?
Se togliamo gli articoli, le preposizioni, quante parole semanticamente ricche restano? Tante, troppe per non resi... |
Morgause
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Come al solito siamo in ritardo.
Ora cerchi di recuperare il tempo perduto (perduto?) correndo in macchina troppo in fretta; non dico nulla, solo prego con fervore i miei dei. Sei silenzioso, le mani salde sul volante e al solo guardarle, quelle ma... |
Madamesnob
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Fermo lì. Non avvicinarti.
Resta in piedi dove sei mentre io mi lascio abbracciare dalla chaise longue.
Non tolgo nemmeno gli stivali, sfilo soltanto cappotto e foulard; lo faccio lentamente, lasciando che la seta sottile frusci sulla pelle della n... |
| C'era una volta, o meglio, c'era stanotte |
Madamesnob
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E' Istanbul, al confine tra notte e giorno. Le case addossate non più bianco calce, ma rosa di crepuscolo; il cielo di lago blu chiaro intenso, pieno di luce dentro, senza nuvole a dare prospettiva.
C'è una Terrazza immensa, della stessa metratura d... |