Nescitgalatea
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Non ha movimento il corpo di donna ripiegato nell’angolo buio della stanza.
I due tortores, lě accanto, hanno il respiro grosso. Dell’attesa. Tipico di un'esaltazione alienata che per essere goduta appieno deve ancora trovare la sua dimostrazione... |
SchiavaDAmore
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Si incontravano dove l’amore si ammala, en el sabor de las lágrimas.
Cosě stranieri a vederli, da sentirli nemici.
Eppure, erano l’amalgama e la simbiosi.
Erano complici.
Erano el milagro y su dolór, il bisogno a condurli lo stesso.
Tra le s... |
Faber
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La voce dell'altoparlante gracchia.
Un suono di cui l'uomo al binario comprende solo tronchi spezzoni di parole.
Binario.
Delle 11 e quara.
Nove.
Come briciole di ferrovia, nella mattina di estate ormai piena, lasciate su una tovaglia, quan... |
Roxyb
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L’immagine dei tetti di Roma, della luna tonda in una notte fonda sullo sfondo della chiesa di Santa Maria del Popolo.
Ciň che ricordo del nostro sogno č questo.
Solo un raggio di luce filtra dagli scuri appena avvicinati.
Appena sopra di noi il... |
| La Falce e la Fiamma. Ritorno alla Baia |
Rossogeranio
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C’č stato un tempo, in cui i due terzi della notte li passavo in qualche locale notturno dalle sale in penombra, sospesa nella magia del suono di Hamilton Affair, oppure tra le note di Daylight in versione strumentale o i sospiri di Love Chant di Eli... |
Mameha
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Quell'uomo ti insegnň ad amare.
Eri bambina prima di lui.
Credevi nelle favole e nella realtŕ, che erano ben distinte.
Poi arrivň lui.
Il conquistatore, il seduttore, delle altre. Tu lo vedevi e non ci pensavi proprio, a entrare nel carnet.
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ElisaN
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“Ti ricordo seduta sul mio vecchio sofŕ in alcantara grigia, completamente nuda, con le gambe leggermente dischiuse.
Ricordo il tuo sesso cosě puntigliosamente depilato, la tua pelle olivastra e salina, il ciondolo tibetano che s’insinuava fra i gio... |