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Racconto n° 1755
Autore: Alessandra_N Altri racconti di Alessandra_N
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Perfidia, il desiderio oltre la ragione L'Equilibrio di Nash, la voce delle stelle Brehat, alla ricerca del blu di Chartres My Story, il coraggio di affrontare la verità Orchid Club, il piacere tecnologico God save the Queen, una sola Regina per l'Europa. Oppium, la via della perdizione assoluta. Kabala, la dottrina della perdizione. Madame, i segreti di una signora per bene. Friends, amici come prima
 
 
Angelo
Non è un viaggio né un racconto né il dipinto di una stagione il mio aspettare te. E' un sogno in cui mi immergo in ogni istante, sottratta dal clamore della realtà.
Con le ali stese mi porti su alte vette e mi posi lassù, al freddo, sul ghiaccio solido delle tue assenze e con il cuore che brilla mi attrai all'interno della tua anima per farmi morire di passione e di carne.
Sei un Angelo ma sei anche il mio demone che dopo secoli mi tenta ancora con il respiro e il profumo delle tue dita passate su labbra arse. Avevi sempre le labbra secche, quando non mi baciavi.
Non è un viaggio questo mio insistente parlare di te, perché non mi muovo mai di un centimetro per rincorrerti, né spreco lettere o parole più del necessario; non è un racconto questo dipinto di realtà, monco di un frammento, quello più crudele, privo di un colore, quello più accecante.
Niente sessi e carni schiuse, oggi; niente sospiri e fremiti e lingue che si toccano e palpiti di pelle tesa e madida. Niente.
Niente, amore mio, che mi ricordi di te se non un sottile velo che copre mestamente il mio sguardo, se non la ricerca del tuo negli occhi degli sconosciuti.
Sai già di Paolo, vero? Lui non è come te, non ho notato nella sua anima le tue ali maestose, né nelle sue mani i calli del comando; Paolo è un matematico e mi ama, dice.
Numeri quest'oggi a sedurmi, lettere ebraiche, cabala, e rivelazioni apocalittiche.
Genesi del Titolo della nostra storia. Angelo. Demone caduto e di nuovo redento e ancora a terra, nella polvere che corrompe, come un tempo...
Delizioso morire di te, talmente piacevole che me ne vergogno quando bacio chi non amo.
Tocco e stringo e possiedo corpi di cui niente m'importa, complice il desiderio d'amore e di carne che la mia umanità reclama; complice tu, assente ancora e pur così presente che martelli nella mia mente come un ritmo dance.
Angelo Angelo Angelo Angelo Angelo Angelo Angelo Angelo Angelo Angelo Angelo
Complice la tua nudità che ancora ambisco, perfetta nella forma, completa nella tensione muscolare, assoluta nella potenza. Complice la tua irrequietezza che tutto desiderava senza mai sentirsi appagata. Complice la presa sicura delle tue mani sul mio bacino sporgente.
Complici.

- Dimmi se mai qualcosa di noi c'è ancora dentro gli occhi tuoi... o no... Gli occhi tuoi - .

Gli occhi tuoi, severi, fermi, intransigenti. Gli occhi tuoi che mi bucavano il petto, che mi scavavano il respiro, che mi inchiodavano alla Croce una volta ancora. Delizioso morire di te...
Ancora mi uccidi e forse nemmeno lo sai, ancora mi spezzi e mi riduci in ginocchio, carponi a pregarti di andartene. Via dai miei giorni, dalle mie notti, dai miei sogni.
Via, vattene, esci dal mio corpo, esci dal mio ventre, esci dal mio sangue o lo spasmo di questa agonia non terminerà mai. Demone o Angelo che tu sia, vattene e smettila di sussurrarmi parole d'amore, passione di carne, speranze irrisolte, miraggi già secchi.
Smettila, Angelo o demone che tu sia.

- non c'è che il veleno di te nel cuore - .

Alessandra_N

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