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Racconto n° 196
Autore: Melissa Lilymarleen Altri racconti di Melissa Lilymarleen
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Inferno, le ombre oscure della rete. Social Game, la tentazione che viene dal Web Gebebeh, l'antico aroma dell'altopiano. Debacle, il prezzo della verità. The Game, il gioco del sesso e della follia. Mea Culpa, religione e mistero True lies, le vere bugie di una donna dalla doppia vita. Sacrificium, la sfida degli dei. Revenge, una vendetta da servire calda Menage a trois, un provocazione a cui non si può resistere
 
 
Lo studio
Dai vetri appannati scorgevo delle figure che si muovevano in maniera convulsa e disordinata: mi avvicinai al vetro e con un gesto delle mani allontanai il vapore che si era venuto a formare.
Le figure allora mi apparvero più nitide.
Dirimpetto la mia camera da letto si trovava difatti lo studio di un tale avvocato, stranotto direi....usciva sempre con lo sguardo assorto e il volto corrucciato e quando lo incontravo giù per strada mi guardava come se volesse scoprire tutto di me, con un che di investigativo. Una volta lo avevo visto in un bar che discuteva in maniera molto allegra con due donne, gesticolando e facendo il brillante.
Dunque quel pomeriggio d'inverno molto freddo lo osservai attraverso le mie finestre.
Stava chiacchierando con le due donne del bar. Una di loro era poggiata sulla scrivania del suo ufficio e lasciava intravedere le sue gambe lunghe ed esili che comparivano dalla gonna.Lei stava in silenzio, sorrideva di tanto in tanto accarezzandosi le cosce.
L'altra donna, più in carne ma non meno bella discuteva seriamente con l'uomo che talvolta allungava le mani per accarezzarle il viso e i capelli. Ad un certo momento le sue mani si spostarono sulle labbra della donna, quasi come per ammutolirla. Lei lo guardò maliziosamente e succhiò il suo dito con molta dolcezza. Al che lui tirò fuori la lingua e percorse il volto della donna. Mi piaceva osservare e mi piaceva pensare che quel volto fosse il mio e quella lingua lo stesse percorrendo:la immaginavo calda, succosa, sanguigna e la cosa provocava in me un sussulto di sensi.
Scese sul suo collo e lo baciò avidamente, dopodichè magicamente si fermò.
Guardò le due donne e stette a fissarle per molti minuti. Loro non fiatavano, guardavano l'uomo che era assorto nei suoi pensieri e verso la fine diedero dei segni di ansietà.
Lasciò la stanza e tornò dopo pochi minuti con un vasetto di miele e con una bottiglia di champagne. Con i gesti delle sue mani capì che ordinò alle due femmine di spogliarsi: loro eseguirono, l'una lo fece velocemente e senza coinvolgimento mentre l'altra si spogliava lentamente guardandolo negli occhi e socchiudendo le labbra. Erano nude e vicine di fronte l'uomo che le osservava ammirato ma distante al contempo. Prese la bottiglia e aprendola l'affidò alla donna più grassottella: l'aiutò ad agitarla lentamente quasi simulando un gesto sacro ed eccitante. Il tappo scattò e un getto colpì i volti e i corpi dei tre e uno di loro leccò la schiuma che colava fuori dalla bottiglia. Allora l'uomo scatenò le sue voglie e si avvicinò eccitatissimo alla donna con la bottiglia: le versò su tutto il corpo quel liquido odoroso e frizzante, esso scendeva sul suo corpo come un fiume che lentamente scorre in mezzo ad una valle morbida e fresca, conosce tutti i suoi punti, li annusa, li osserva e li colora.
Il suo corpo era lucido e luminoso e ancora una volta io percepì i suoi piaceri sul mio corpo, avrei voluto che quel fiume arrivasse a me, che sfiorasse i miei capezzoli inturgidendoli, sfiorasse il mio ventre quasi a baciarlo, per poi sfociare nel mare, nel grande e schiumoso mare...
La ragazza più giovane si chinò per baciare quel punto caldo assaporando al contempo il gusto di quella succosa bevanda. Il tizio la spostò un pò bruscamente e la costrinse a sdraiarsi sul tavolo. Ella eseguì, immaginando con piacere ciò che fra poco sarebbe accaduto: sdraiata a gambe aperte era bellissima, tutto il suo corpo evocava calore e passione, le sue coscie e i suoi seni fremevano.
Prese il barattolo del miele, lo aprì e spalmò il contenuto sopra il bel corpo. Affondò due dita , le impregnò della sostanza dolce e appiccicosa e le passò sopra il corpo trasferendo il miele sulla pelle della giovane donna. Massaggiò con cura e fece in modo che ogni parte del corpo assorbisse quel nettare avvolgente. La donna, ancora con la pelle lucida e lucente non potè trattenersi dall'avvicinarsi alla coppia che compieva quell'atto così sacro e sublime così si chinò verso il corpo dell'altra e cercò di leccare. Ma l'uomo la fermò prontamente, in maniera molto brusca l'afferrò per i capelli e le sussurrò qualcosa all'orecchio; ella prese dunque dalla borsetta una stoffa nera che servì a bendare la ragazza stesa sulla scrivania. Quest'ultima sentendo vicino il momento che aveva atteso socchiuse la bocca e in maniera impercettibile io udì un suo gemito (o forse lo immaginai....), vidi anche che allargava sempre più le gambe come se il suo sesso fosse ormai pieno di desiderio e volesse buttarlo fuori, annientarlo e vaporizzarlo.
Così bendata, pensai, potrà concentrarsi solo sugli odori e sui rumori, ma ancora di più sul tatto....che sensazione bellissima è sentirsi toccata, leccata e baciata senza che si sappia come lo si stia facendo, l'immaginazione spicca il volo e fa si che tu possa sentirti vittima (o carnefice) di chi vuoi, dove e quando vuoi. Sei tu a dirigere il gioco, con la tua mente. Sei schiava e padrona.
Ecco come doveva sentirsi quella donna che era leccata da due lingue. L'una, la più grande e la più veloce si muoveva su tutto il suo corpo, concentrandosi più su quei grandi seni, sul collo alto ed esile, sul ventre teso e morbido...l'altra lingua, più dolce, più morbida e più eccitata era in mezzo alle sue gambe per gustare quel miele naturale che scendeva come linfa da un albero, scorreva dall'uno per immergersi nell'altro, scambiandosi desiderio, passione e sensi.
Quella lingua serpentina la penetrava lentamente e la leccava con parsimonia, come se volesse ritardare un piacere immenso ma nello stesso tempo attenderlo con ansia.
Non arrivò quel piacere, perchè l'uomo spinse la donna che leccava con tanta passione e lui prese il suo posto. La sua lingua però era selvaggia, vedevo nettamente come entrava ed usciva dal quel vortice: la stava scopando con la lingua. Ma lei adesso voleva di più e ,da bendata si alzò, afferrò il volto dell'uomo e ne baciò le labbra, impregnate dei suoi umori.
Da dietro la donna si stava masturbando energicamente, si strofinava il clitoride e si portava le dita in bocca per gustare questa volta se stessa. La bottiglia in mano, il becco indirizzato verso i glutei dell'uomo. Un lampo. L'oscurità inghiotte tutti, persino il mio estremo piacere.

Melissa Lilymarleen

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