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Racconto n° 2246
Autore: Melablu Altri racconti di Melablu
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Il mare, per me
E' la mia infanzia, i ricordi più vividi che ho di quel tempo sono legati al mare. Breve racconto sensuale, in quanto tratta di sensi...


Il mare. Viaggiare col volto incollato al finestrino dell'auto che corre sull'autostrada, aguzzando lo sguardo, per essere la prima a scorgere, al di là del baluginio del sole estivo e delle montagne, il primo triangolino di blu.
Il mare e il suo profumo, che si fa pregustare già prima di farsi vedere ai miei occhi in attesa, che corre sulle volute del vento caldo, e mi accoglie, facendomi sentire a casa, di nuovo, per un altro po'.
Il mare è sabbia, bagnata, docile alle mie dita di fanciullina, che si incolla e si plasma, ammonticchiandosi fresca sulla battigia, la sabbia che indisponente mi ritrovavo tra le maglie del costume dopo un bagno.
La sabbia asciutta, che altrettanto invadente si insinua dappertutto tra le mie cose, fin dentro gli armadi e le valige.
Il mare è acqua, naturalmente. Calda, confortante, oleosa, che si increspa e schiuma, e con fragore si abbatte su di me, tirandomi sotto, schiacciandomi, spaventandomi, e stregandomi ancora una volta. Le onde che si inseguono sempre più alte, quando c'è vento, e si fanno rincorrere e cavalcare da chi non ha paura di loro, mai, anche quando invece si dovrebbe.
Le onde tiepide e calme del mare di notte, senza costume, per sentirsi piccola goccia parte di tutta quell'acqua sconfinata e sempre in movimento, per sentirsi persi e tranquilli.
Il mare è polline giallo impalpabile su uno scivolo per bimbi, è mandorla caramellata, è canzone da pianobar, è promontorio dove di notte ci puoi essere tu, le onde ed il cielo, e nessun altro.
Il mare è porto, di lussuose barche, una sfilata di zerbini, passerelle e scarpette col tacco abbandonate lì accanto lungo il molo. Un continuo chiocciare di sartiame, un perenne dondolio di alberi dalle vele ammainate puntati come indici verso un cielo che diventa sempre più scuro.
Le bianche forme dei frangiflutti, lungo l'ultima propaggine del molo, accatastati a caso e inamovibili come certezze. Su di essi appoggio la mia prima fantasia di adolescente, e con gli occhi della mente vedo con un fremito il ragazzo che prende la sua ragazza, con dolce fermezza, macchiando di rosso la bianchezza del cemento.
Ma il mare, per me, è quel profumo, che si è radicato nel mio cervello, che nonostante gli anni non ho mai dimenticato, di cui ancora, a volte, riconosco il surrogato in altri profumi di città. E' il profumo di quella viuzza serpeggiante e pallida, costeggiata da una cancellata di cilindretti disuguali, è l'aroma del caffè tostato e degli eucalipti, miscelato alla dolce essenza del salmastro, sempre presente in ogni dove.
Questo è il mare, per me. E sempre lo sarà.

Melablu

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