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Racconto n° 3029
Autore: Madamesnob Altri racconti di Madamesnob
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Una Storia, cronaca di un mistero irrisolto Whore, una strada senza ritorno nel mondo delle Escort di lusso. Confidence, le confessioni di una escort Perfidia, il desiderio oltre la ragione Rebel, una moglie al di sopra di ogni sospetto La collina dei ciliegi, trasgressioni inaspettate. Destiny, un incontro avvenuto per caso Il Diavolo e la Contessa, sogni fuori da ogni controllo Velvet, donne al di sopra di ogni sospetto. True lies, le vere bugie di una donna dalla doppia vita.
 
 
Jouyoku*
Il legno nero scivola sotto le dita, sembrano galleggiare su velluto vivo. Ho la pelle insolitamente secca, bollente eppure asciutta. Non c'è attrito alcuno.
Continuo a coccolarmi i polpastrelli sul profilo arrotondato del tavolo. Non credo Tu te ne sia accorta, è un movimento impercettibile, lento, sinuoso, come una lingua che indugia su un capezzolo duro, e gioca ad imprimersene la forma nella mente.
La Tua voce mi preme contro, bassa, modulata ad arte come sai fare. Snoccioli parole preziose, mai banali, mentre mi racconti la Tua vita precedente, ed io ascolto affascinata, mentre le vibrazioni delle Tue corde vocali mi battono sul sesso.
Adoro masturbarmi così, in punta di dita, senza premere troppo. Arrivo a creare il desiderio, a forgiarlo anche quando il contatto è iniziato per mera noia. La smania di un tocco profondo infatti risveglia ogni piega, la pelle sboccia, si apre lucida e la mente cerca febbrile un appiglio seppur astratto con cui sedare l'eccitazione.
La Tua voce ha il medesimo effetto, un fruscio sulla pelle, continuo, inesorabile.
Cerco di tenere le mani sul tavolo, di non sfiorarmi inavvertitamente, di non mettere le dita in bocca, di non scostare la ciocca che mi dondola sulla nuca.
Ti interrompi solo quando il cameriere arriva con i nostri piatti. Ho lasciato che scegliessi Tu per me, non ho nemmeno aperto il menu. Sono rimasta ad osservarne la copertina in pelle scura, ma non l'ho sviscerato come amo fare di solito.
- Sei Tu l'esperta, mi fido - chiudendo la voce sull'ultima parola, abbassandola come a lasciartela scivolare tra i seni.
- Allora Tu scegli il vino - .
Mi hai allungato la carta.
- Niente sakè? -
- No, voglio decida tu - . Quel Tuo tono sicuro, una stilettata ad accendere i lombi.
Ho scorso velocemente le pagine fitte di etichette, poi ho alzato il viso, Ti ho osservata mentre studiavi il menu e ho chiuso gli occhi. Per Te un bianco, amore. Un vino fermo, denso di profumi, che sappia ammaliare senza addolcire. Un friulano forse, o un altoatesino. No, eccolo qui, questo lo conosco. E' un vino sloveno, tagliente come i Tuoi occhi, battuto dal vento freddo del territorio di cui porta il nome.
Catturo il cameriere con un sorriso, indico silenziosa l'etichetta sul foglio cerato, e poi ricomincio a guardarTi.
- Va bene sashimi, baby? O preferisci sushi? Maki? E' che non sei abituata, non so... - Parli senza scomporTi.
- Io mangio tutto, assaggio tutto. Scegli ciò che ami di più, mi adeguo - .
Sì, mi voglio stendere sulle Tue scelte, adagiare inabile tra i Tuoi gusti e sovrapporre ai Tuoi moti d'anima, alle logiche del Tuo istinto.
Ti ammiro mentre ordini con fermezza e vorrei dilatare il tempo per poterTi guardare ancora, in quell'intervallo temporale in cui giri il capo verso di me, mi penetri con gli occhi e riprendi il discorso. Stop. Rewind. Di nuovo. Voglio rivedere i Tuoi capelli piegarsi sulla spalla, scivolare oltre, una cascata bruna sulla schiena, mentre la Tua pelle riprende a scorticarmi la vista.
Arriva anche il vino, l'assaggio io, do il permesso di versare e poi T'intrappolo nel vetro, gli occhi fissi sulle Tue iridi zafferano, mentre il vino, che oramai ha il Tuo nome, cristallizza la mia emozione rendendola completa.
- Ti piace? -
- Sì, baby. Molto - .
Corro con l'immaginazione al futuro più immediato, a quando giungeranno quei roll perfetti, ed io dovrò sopportare la vista della Tua bocca che si schiude, dei Tuoi denti che incidono la materia morbida, profumata di mare, piccante di wasabi.
Ma no, non voglio, devo viverTi ora, nel presente, senza anticipare, senza bramare nuovi sospiri.
Così riprendiamo ad eleggere parole, ad aggiungerle al nostro personalissimo idioma e, mentre tutta la sala chiacchiera gaia, Tu ed io facciamo all'amore.


*(giap. "jouyoku" = ingl. "passions", "sexual desires", "lust")

Madamesnob

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