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Racconto n° 3237
Autore: Madamesnob Altri racconti di Madamesnob
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Corrotta
Nemmeno mi viene ordinato. Sono io ad aprire la bocca e tirar fuori la lingua, a punta, tutta tesa verso qualcosa che ancora non conosco, ma che smanio dalla voglia di leccare. Sento la saliva raccogliersi dietro le gengive, creare una pozza di desiderio in attesa. Non chiudo nemmeno gli occhi, perché voglio assorbire ogni dettaglio, gustare ogni piega di questa mia caduta nell'oblio.
La Corruzione è dolce sulla lingua, vischiosa, indelebile. Si posa apparentemente leggera e poi si allarga languidamente in tutta la bocca, tracimando i denti, la gola, riempiendo gradualmente ogni anfratto. Non m'interessa individuare il suo sapore, voglio solo godere del suo scivolarmi dentro. In realtà è stucchevole, ricorda i fiori appassiti, la frutta troppo matura, pesante di zucchero appiccicoso. Eppure tutta questa filante dolcezza mi si incolla addosso, mi trascina oltre i confini della pelle, dove sobbolle silenzioso il mio demone. Lo zucchero si caramella velocemente e io mi sento avvolta da spire macchiate di peccati indicibili.
E' meravigliosa questa morsa, il sentirmi intrappolata tra dita collose che vagano sul viso, sul collo e scendono senza fretta a cingere i fianchi. La nuca cede per prima e i capelli si sporcano subito, traviati dall'incendio che mi avviluppa.
Non c'è possibilità di voltarsi indietro; una volta che il corpo è contaminato l'anima lo segue ammaliata, e viceversa. Scivolo nel peccato con la consapevolezza brillante dell'inferno. Mi crogiolo nell'ammalarsi della mia ragione, la derido, forzo ancora di più la velocità del mio cadere, ansiosa di toccare il fondo, e perdermi completamente.
E' così dolce cedere al desiderio, così inevitabile rimanerne avvelenati.
Ho soffocato di spinte candite ogni residuo razionale, e ora mi muovo appena, intrisa di questa passione deleteria, lucida dell'ambrata bellezza della mia follia.


"Why, e'en so: and now my Lady Worm's (...)"
(W.Shakespeare, Hamlet, Atto V, Scena I)

Madamesnob

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