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Racconto n° 3328
Autore: Ocramocra Altri racconti di Ocramocra
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Il sapore della vendetta
Black cum vodka
Il sapore della vendetta

Personaggi

Gelindo - il padre di Giorgio: 58 anni. Alto 1,65, peso 85 kg. Mento sporgente per un forte prognatismo e viso caratterizzato da un naso imponente. Completamente calvo,. Queste particolarità fisiche e il suo carattere autoritario gli hanno valso il soprannome de - il duce - . Classico bergamasco con - fabbrichétta - e ferrari che si è fatto tutto da solo, imbrogliando, evadendo, rubando e sopraffacendo. Si ritiene superiore agli altri, non tollera essere contraddetto e non sopporta ascoltare le opinioni altrui. Il tono di voce è sempre superiore a quello delle macchine tornitrici della sua - fabbrichétta - . Pensa che la donna sia un arnese da utilizzare o meglio da adoperare e, nella sua scala di valori, viene dopo di un piatto di casseula. Frequenta regolarmente prostitute da strada, preferibilmente donne dell'est Europa ma anche donne di colore, dalle quali pretende esclusivamente rapporti orali in macchina. Paga sempre il doppio della prestazione perché pretende che la prostituta ingoi il suo sperma. Al momento dell'eiaculazione trattiene brutalmente la testa della malcapitata per le orecchie sul membro finche ha terminato di eiaculare, offendendola con parolacce e pretendendo di essere ringraziato per averle concesso la sua - pappa reale - . Altre note caratteristiche sono: le urla in casa, la moglie picchiata regolarmente anche di fronte alla domestica, le cinghiate sulla schiena che infliggeva con violenza a Giorgio per educarlo. Tracce di quelle cinghiate possono essere osservate ancora oggi trasversalmente la schiena all'altezza delle scapole.

Giorgio: 32 anni. Alto 1,70 peso 90 kg. Testa massiccia con folti capelli neri e ricci, spalle e fianchi larghi, mani grandi. Occhi piccoli e ravvicinati anche il naso è piccolo tanto da risultare sproporzionato rispetto al viso. Labbra sottili e dentatura irregolare con gli incisivi leggermente accavallati. Copia enfatizzata del padre, è abituato da sempre ad avere parecchi soldi in tasca ed a spenderli con molto rumore ed evidenza. Tono di voce elevato e acuto, è attorniato da una compagnia di amici-leccaculo pronti a sganasciare a comando appena Giorgio alza la testa verso loro dopo una battuta o un gesto volgare. Non intelligente, è riuscito con fatica a finire ragioneria soltanto perché assistito in tutte le materie e finanziando, il padre, qualche tasca accogliente. È dotato però di una maliziosa furbizia, tipica dell'ignorante, che gli permette di intuire quali persone possano far parte della sua corte volgare riducendoli in soggezione con l'ostentazione del denaro. Le uniche compagnie femminili cercate sono le prostitute perché nessuna ragazza ha mai tollerato la sua maleducazione, l'uso insolente delle mani e la totale mancanza di rispetto verso il genere femminile dimostrata sempre apertamente. Preferisce le prostitute di colore perché sopportano qualche schiaffo e ogni parolaccia si voglia dirle. Proprio perché manesco e offensivo gli viene chiesto sempre il doppio di una prestazione normale. Quando eiacula chiude gli occhi, stringe fortissimo il seno della prostituta quasi volesse strapparlo facendole male e irrigidisce le gambe inarcandosi. Non tollera i preliminari e preferisce il rapporto anale al rapporto vaginale, sempre da dietro e la prostituta in piedi a novanta gradi. Si diverte a sfilare il membro lasciando il preservativo dentro lo sfintere. Il rapporto dura mediamente 10 minuti, al massimo un quarto d'ora e non si spoglia ma abbassa soltanto i pantaloni.

Jasmine: 31 anni. Alta 1,78 peso 48 kg., taglia 38. Occhi verde smeraldo, capelli neri, lunghi e lievemente crespi incorniciano un viso ovale e allungato. Naso importante, labbra piene e pronunciate formano una deliziosa fossetta tra il labbro superiore e il naso. Dentatura splendida, scintillante. Pelle olivastra appena appena lucida, mani affusolate e dita lunghe. Vita alta e stretta, seconda di seno e gambe lunghe. Praticamente bellissima. Figlia di Kristal, prostituta colombiana, e Matteo, un pugliese di Manfredonia bello e pericoloso come solo loro sanno esserlo. Fu il primo e unico vero amore di sua madre, ed era il suo protettore prima che Kristal decidesse di salire al nord. Jasmine odia i maschi ed è lesbica. La causa, naturalmente, è aver visto la madre mettere e togliere infinite volte una maschera sempre diversa per soddisfare maschi invadenti, puzzolenti, maleducati, sguaiati, frettolosi, timidi, grassi, brutti, pelosi. La causa, naturalmente, è sapere quanti cazzi, molli, duri, viscidi, fetidi, piccoli, mostruosi sua madre ha cercato di animare conducendoli per mano dentro se stessa perché abbandonassero li, nel preservativo, la tristezza di una vita sprecata, il sogno assurdo mai realizzato, la noia monotona di tutti i giorni, la gelosia rabbiosa che brucia nella frazione di un secondo, l'illusione di una vita normale non più concessa dalla moglie, la timidezza bambina che da adulta rende perversa la vita. La causa, naturalmente, è anche quell'immondo odore di sesso sudato mescolato al dopobarba più sfacciato, al fumo della sigaretta, all'odore delle scarpe e delle calze buttate in terra e all'ansimare impacciato per un gesto fisico e non d'amore, ansimare spesso condito da un alito puzzolente di fegato guasto, di vino e aglio bruciato. Jasmine, carattere duro e poco incline al sorriso, usa gli occhi come un'arma alla quale nessuno resiste. È capace di suscitare complessi di colpa che costringono a tenere basso lo sguardo, come di affascinare ipnotizzando come un cobra la sua vittima. Il suo sguardo arriva dolorosamente in quello spazio dietro l'iride, la dov'è il giardino dell'anima. È capace di crudele dolcezza con la compagna del momento, della quale cerca la sottomissione totale; come un elegantissima mantide, legata al letto la vittima, si nutre del suo corpo tremante, della supplica per una carezza, della bocca che aspetta la bocca, del seno proteso verso la mano aperta, del sesso bagnato in attesa che la padrona ne prenda possesso. Usa le mani delicatamente come un ragno che tesse una tela, scendendo lentamente verso il centro del piacere ed ottenendolo dopo un tempo infinito. Con l'aiuto della madre, e in società con due amiche, è riuscita a rilevare il - Black Blue Lounge - nella prima periferia di Brescia. Un bar sofisticato e trasgressivo dove alla sera si ritrovano in molti attirati dalla magnetica bellezza di Jasmine, dall'ambiente riscaldato da due splendide e provocanti Drag Queen e dalle cameriere di svariate nazionalità, tutte rigorosamente bellissime e in abiti succinti. Si favoleggia che alcune volte, dopo l'orario di chiusura, si siano svolte feste private con esibizioni - live - delle artiste e delle cameriere, e queste voci hanno sostenuto il successo sempre più importante del locale.


Episodio scatenante la vendetta: il giorno del suo quindicesimo compleanno, il padre accompagnò Giorgio da Kristal, prostituta colombiana di 34 anni molto formosa, consigliata da un amico, con la quale aveva preso accordi telefonici. Disse a Giorgio che era ora di diventare uomo e quindi lo costrinse ad un rapporto completo: sesso orale, sesso vaginale e sesso anale. La prostituta cercò di essere amorevole e comprensiva, sforzandosi di mettere Giorgio a suo agio con parole dolci e carezze, quasi volesse tranquillizzarlo. Il padre assistette con le mani ai fianchi, le gambe divaricate e la testa orgogliosamente spinta indietro così come faceva Benito, incitando il figlio a maggiore intraprendenza. Giorgio aveva paura di deludere il padre perché sapeva che alla sua delusione seguivano le cinghiate, quindi chiuse gli occhi e ce la mise tutta. Prima di andarsene, il padre di Giorgio impose alla prostituta di eseguire una prestazione orale anche a lui costringendo il figlio ad assistere all'eiaculazione in bocca alla prostituta ed al fatto che lui, tenendole tappato il naso e con uno schiaffo, l'avesse obbligata ad ingoiare il suo sperma. Sosteneva che quello fosse esattamente ciò che quelle donne meritavano, e che le si faceva un piacere a permetterglielo. La prostituta era in lacrime quando se n'andarono e il padre di Giorgio le buttò i soldi per la prestazione in terra. A Giorgio rimase impresso per tanto tempo: l'espressione crudele del padre, la forma storta e nodosa del suo membro e l'espressione disperata e spaventata di Kristal. Alla scena finale aveva assistita, non vista, Jasmine, la figlia quattordicenne della prostituta. Nonostante la madre le avesse sempre detto di rimanere nella sua stanza qualsiasi cosa fosse successa, quel giorno si affacciò alla camera richiamata dalle urla oscene del padre di Giorgio e dai singhiozzi strazianti di sua madre. Appena Giorgio e suo padre furono usciti, le corse incontro per soccorrerla e piansero abbracciate sedute per terra. Il rapporto fra la madre e Jasmine era molto profondo e la madre avrebbe fatto qualsiasi cosa perché la figlia potesse avere quelle opportunità che a lei erano mancate. Jasmine quel giorno giurò a se stessa che l'avrebbe vendicata.


La vendetta: giovedì sera, quando Jasmine vide Giorgio entrare per la prima volta nel suo locale, ebbe un tuffo al cuore. La forma del viso, i capelli, lo sguardo volgare e corrotto; qualcosa dentro le era scattato come una molla da tanto tempo compressa, e il sangue era salito all'istante ad infiammarle il viso. Lo riconobbe immediatamente, nonostante fossero passati anni da quando aveva spiato lui e suo padre da dietro la porta. Giorgio, come al solito, si comportava in modo becero e volgare provocando le risate sguaiate della sua claque, i quattro amici sfigati di sempre. Vendetta... era giunto il momento della vendetta. Le pulsavano le tempie per la rabbia repressa.
Erano le due del mattino, già l'orario di chiusura secondo i regolamenti imposti dal comune. Nel locale, oltre a Giorgio e i suoi quattro amici, erano presenti tre ragazzi sui venticinque anni, clienti affezionati con le loro fighette alla moda ed un gruppetto di cinque amici in attesa di qualcosa di emozionante. L'idea la folgorò all'istante e doveva realizzarla subito. Abbassò la musica annunciando al microfono che il locale chiudeva invitando i presenti a rilassarsi perché la serata diveniva una festa privata, le consumazioni, da quel momento, sarebbero state offerte insieme ad uno spettacolo molto speciale. Chiamò quindi Isabel, un maschio negro di un metro e novanta, magro e molto effeminato. Era la Drag Queen più vistosa, con stivali in pelle lucida rossa alti sopra il ginocchio e tacchi vertiginosi, calze a rete con reggi calze, una guepiere rossa di pizzo che lasciava intravedere la grossa sagoma dell'enorme cazzone mettendo in evidenza i glutei sporgenti e perfetti, occhiali a specchio con strass stile anni 50, un trucco formidabile e una parrucca bionda molto appariscente. Le chiese di fare uno spettacolo insieme a Liung Chi, una cinesina piccolina con gli occhi a mandorla quasi senza ciglia, alta non più di 1,55, tettine piccole, culetto piccolo, manine piccole e candida come la neve. Attirando a se Isabel e Liung Chi spiegò loro sottovoce cosa intendeva per - spettacolo molto speciale - . Appena compreso Isabel si girò fulmineamente verso Jasmine portandosi una mano alla bocca, un espressione di meraviglia mista a perversione le dipingeva il viso. Liung Chi invece si leccò le labbra come pensando a qualcosa di goloso e, d'impulso, guardò Giorgio sorridendo malignamente. Jasmine scelse una collezione di tanghi suonata da Astor Piazzola che comprendeva anche - Libertango - cantato da Grace Jones, le sembrava il più adatto visto che le parole dicevano - I've seen that face before", e diede il via allo spettacolo.
Giorgio, intanto, era seduto al banco e stava divorando Jasmine con gli occhi. I suoi amici ridevano rumorosamente perché lui aveva scommesso sul fatto che si sarebbe scopato quella troia per meno di cinquecento euro. Jasmine aveva sentito tutto perché il tono di voce di Giorgio era volutamente alto, voleva che Jasmine sentisse, voleva che lei sapesse chi comandava. Abbassò ancora un poco le luci del locale ed andò lentamente incontro a Giorgio con un sorriso smagliante, ancheggiando e guardandolo fisso negli occhi. Jasmine era vestita appena da una minigonna nera cortissima e un top in lamé brillante argentato senza nulla sotto. Portava calze a collant con disegni geometrici e brillantini argentati, reggicalze che uscivano sotto la minigonna; le gambe erano fasciate da stivali neri aderenti e lucidi, alti al ginocchio, con tacchi a spillo che la facevano sembrare infinita. Sotto la minigonna un tanga nero e quando si piegava per prendere qualcosa dietro il bancone, chiunque, maschio o femmina, rimaneva affascinato dalla perfezione del suo sedere. I lunghi capelli erano raccolti con un nastro argento dietro la nuca.
Giorgio, trafitto dallo sguardo di Jasmine, rimase immediatamente paralizzato smettendo di parlare. La sensazione di ipnosi che stava provando era cosa nuovissima. Non era abituato a distinguere i pericoli perché non era abituato a pensare, e come una vittima di fronte al predatore, ne subiva il fascino pericoloso. Jasmine, lentamente, si piegò in avanti di fronte a lui, fino ad appoggiare gli avambracci al bancone e posando le mani sopra le sue. Lasciava così libertà di sguardo nella profondità della sua scollatura a Giorgio, il quale, però, intuiva soltanto la forma del seno non avendo il coraggio di distogliere gli occhi dallo sguardo di Jasmine. Avvertiva una sensazione fortissima al cuore, come fosse stretto in una morsa e facesse fatica a battere. Contemporaneamente avvertiva un dolore/piacere alla base del cranio; pareva che qualcuno, con un cucchiaino, scavasse con infinita lentezza e forza grattandogli il fondo dell'anima. Aveva le labbra leggermente aperte ed il respiro corto.
Gli amici, intanto, distratti dallo spettacolo iniziato, avevano lasciato il bancone andandosi a sedere fra i tavoli dove Isabel, in piedi su un tavolino, si moveva oscenamente al ritmo della voce di Grace Jones. Ai suoi piedi Liung Chi aveva iniziato ad accarezzarlo fra le gambe, poi, con un movimento rapido, gli estrasse il cazzo perfettamente eretto da sotto la guepiere iniziando a masturbarlo lentamente. Isabel aveva un espressione dolorosa e sofferente, come cercasse di trattenersi dal venire, invece Liung Chi, ai suoi piedi, lo masturbava con un espressione di preghiera, di supplica, come volesse il suo sperma ad ogni costo. Lo spettacolo era oscenamente affascinante perché giocato sui contrasti. Il cazzo già grande di Isabel, fra le manine piccole di Liung Chi sembrava enorme. Liung Chi, ai piedi di Isabel, sembrava una bambina perversa che aveva catturato un gigante. Liung Chi, bianca come la neve e con il sesso coperto di peli ispidi e neri, contrastava con Isabel, nera come la pece e con i peli del pube ossigenati che apparivano biondi quasi bianchi. La cappella di Isabel, scoperta dal movimento ritmico di Liung Chi, era rosso sangue vivissimo, un colore straordinariamente contrastante con il nero profondo della pelle. Vedere Liung Chi aggrapparsi a due mani al cazzo di Isabel era provocante e pareva che Isabel avrebbe potuto alzarla senza alcuno sforzo. Il pubblico era affascinato e tutti avevano gli occhi spalancati guardando bramosamente ciò che succedeva perché la lentezza dei movimenti, la musica, gli effetti di luce, le splendide interpreti ... tutto era bellissimo e immorale. Ogni tanto Liung Chi apriva oscenamente la bocca riuscendo ad introdurre il cazzo di Isabel fra le sue labbra e facendo uscire la lingua da sotto il glande.
Jasmine contemporaneamente torturava Giorgio con il suo sguardo inesorabile. Bloccategli le mani fra le sue, moveva lentamente le dita sul palmo, sotto, sussurrandogli lentamente, con voce roca e alitando il fiato caldo sul viso di Giorgio: ... - è vero che vuoi scoparmi? ... e quanto valgo secondo te? ... soltanto cinquecento euro? ... ma io scopo anche gratis con te, devo soltanto innamorarmi e tu devi essere innamorato di me! ... e se ti vuoi innamorare di me devi bere la pozione d'amore! ... la vuoi bere la pozione d'amore? ... è il mio coktail più prezioso, si chiama black cum vodka ... Costa appena cinquemila euro ... Ce li ha, uno come te, cinquemila euro? ... dimmi, ce li hai cinquemila euro? ... -
Giorgio aveva perso completamente il controllo. Tutto quanto accadeva intorno a lui, ogni cosa, era scomparsa, non sentiva nemmeno la musica, sentiva soltanto un ronzio fortissimo per il sangue che gli pulsava nel cervello e le parole sussurrate da Jasmine che gli scendevano direttamente nell'anima graffiandogli le pareti insanguinate e facendolo sentire piccolissimo. Gli battevano fortissimo le tempie e l'unica cosa che vedeva era il verde profondo degli occhi di Jasmine fissati inesorabilmente nei suoi. Con lentezza, Giorgio tirò via la mano destra da sotto quella di jasmine e afferrò la mazzetta di fogli da cinquecento euro, tenuta insieme con il fermacarte d'oro e brillanti che aveva nella giacca e li appoggiò sul bancone. Erano ben più di cinquemila ma non voleva interrompere quel momento magico, quindi non pensò nemmeno di contarli, non gliene fregava nulla di contarli. Continuava a tenere lo sguardo agganciato a quello di Jasmine. Lei, con un sorriso malizioso e stringendo appena gli occhi, fece scivolare la mazzetta con il fermacarte nel cassetto aperto sotto il bancone. - ... allora è vero ... vuoi davvero innamorarti di me? ... dimmi, sono io la padrona del tuo animo? ... dimmi, sono io che posso ogni cosa? ... dimmi, berrai la mia pozione d'amore? ... -
In quel momento lo spettacolo aveva raggiunto il suo apice. Isabel, con le mani dietro la testa, si lasciava andare ai movimenti sempre più rapidi di Liung Chi la quale, inginocchiata davanti al membro durissimo e teso, moveva tutte e due le mani su e giù. Un segnale di Isabel fu motivo dello scatto di Liung Chi che, in piedi, prese il cazzo fra le labbra. Isabel, con un grido quasi femminile, eiaculò in bocca a Liung Chi. Contemporaneamente le ragazze che assistevano allo spettacolo si misero la mano alla bocca spalancando gli occhi e i maschi si toccarono fra le gambe stringendo i denti. Sembrava che le convulsioni di Isabel non finissero mai e pareva che la bocca di Liung Chi non potesse contenere tutto quello sperma. Quando Isabel abbasso le mani da dietro la testa, Liung Chi, lentamente, si tirò indietro dal cazzo. Un piccolo rivolo di sperma le scendeva dall'angolo della bocca lungo il collo. Mentre tutti applaudivano con gridolini di incitamento, Liung Chi camminò lentamente verso il bancone. Tutti gli occhi erano puntati su di lei, volevano sapere cosa avrebbe fatto di tutto quello sperma che aveva ancora in bocca. Jasmine, non togliendo nemmeno per un secondo lo sguardo dagli occhi di Giorgio, prese uno shaker in acciaio da sotto il bancone e lo passò a Liung Chi che, aperta la bocca, vi lasciò scorrere dentro lo sperma. Con il pollice e l'indice interruppe il filetto che le era rimasto attaccato alle labbra e, girandosi verso il pubblico, si inchinò tenendo alto lo shaker. A quel punto, quando videro Liung Chi appoggiare lo shaker sul bancone e contemporaneamente Jasmine afferrarlo, gran parte degli spettatori aveva capito che qualcosa stava ancora succedendo. Jasmine vi versò dentro una abbondante dose di wodka e dei cubetti di ghiaccio. Il pubblico, da dove era, non riusciva a sentire nessuna delle parole che Jasmine diceva guardando fisso Giorgio, ma rimanevano affascinati dalla scena che sembrava svolgersi al rallentatore e lasciava intuire un epilogo clamoroso. Giorgio, che dava le spalle alla sala, non si era accorto di nulla, non aveva visto nulla di quanto era successo. I suoi amici erano ammutoliti ma non osavano intervenire essendo abituati a non discutere nulla di quanto lui faceva. Jasmine agitò lentamente lo shaker cinque o sei volte, prese un tumbler basso con la goccia d'aria imprigionata nel cristallo e versò il coktail. Leccò lascivamente il bordo del bicchiere e poi lo spinse di fronte a Giorgio. Sempre con lo sguardo fisso nel suo lo accarezzò sul viso, come volesse fargli coraggio, come fa una mamma con il suo bambino, inclinando leggermente la testa e sorridendo dolcemente. Giorgio, assolutamente ipnotizzato portò lentamente alle labbra il bicchiere e ... bevette d'un fiato il contenuto. Dietro di lui si scatenò un infernale chiasso di risate sguaiate e imitazioni di conati di vomito. Jasmine gli sussurrò, con voce sibilante; - ... e adesso, piccolo pezzo di merda, sei mio per sempre - e gli assestò uno schiaffo potente fra l'orecchio e la guancia ricordandosi, con una lacrima, quello che era toccato a sua madre.

Epilogo: la voce di quanto successo fece il giro di Brescia e provincia con la velocità di una notizia di cronaca nera. Il padre di Giorgio, tre giorni dopo, appena avuta la notizia, lo chiamò immediatamente nel suo ufficio e, di fronte alla segretaria, gli tirò due schiaffi in piena bocca urlando talmente tanto che anche gli operai ai torni poterono udire ogni cosa. Gli amici di Giorgio lo abbandonarono imbarazzati, non volendo essere associati alla sua figura. Giorgio rimase scioccato a tal punto da smettere di andare al lavoro e si sentì perdutamente innamorato di Jasmine la quale non lo lasciò più nemmeno entrare nel suo locale. Cercò in ogni modo di avere un appuntamento con lei spedendole centinaia di rose rosse e spendendo migliaia di euro per un solitario a navetta da tre carati incastonato in oro bianco. Un mese dopo, di domenica sera, due albanesi trovarono una ferrari con il motore acceso parcheggiata nascosta in una stradina laterale di via Bernardo Maggi, una via che passava dietro la zona della stazione ferroviaria di Brescia. Una canna flessibile in alluminio, di quelle usate per gli sfiati delle caldaie, collegava il doppio tubo dello scappamento all'abitacolo. Dentro trovarono il cadavere di Giorgio con i pantaloni abbassati, la mano sul cazzo floscio e tracce di sperma sul sedile. L'impianto stereo rimandava interrottamente le note di - Libertango - cantate da Grace Jones. La mattina dopo, vi fu un intervento della polizia stradale chiamata per un incidente avvenuto lungo la statale che da Brescia porta a Bergamo. Una ferrari aveva sbandato in prossimità di un incrocio andando a schiantarsi su di un muro dietro il quale c'era un allevamento di maiali. I due passeggeri erano morti sul colpo. Dai rilievi svolti pare che la velocità fosse superiore ai duecento chilometri orari in un tratto dove il limite è di quaranta chilometri. Furono necessari quattro giorni per recuperare solo una parte dei quattrocento maiali fuggiti. Quell'inverno molte famiglie intorno al luogo dell'incidente festeggiarono il natale con cenoni a base di carne di maiale: antipasti con i ciccioli di maiale, tortellini di maiale, arrosto di maiale, bondiole con la lingua, cotechini e salame ai ferri. Le indagini svolte sul furto della macchina portarono alla luce alcune irregolarità sull'intestazione della stessa. Da queste irregolarità fu semplice, per la guardia di finanza, ricondurre la proprietà al padre di Giorgio. Accertamenti svolti successivamente permisero di identificare una massiccia evasione dell'Iva con importazioni parallele e creazione di fatture false per un importo superiore ai quaranta milioni di euro. Un anno dopo l'attività fu costretta alla bancarotta e venne dichiarato il fallimento. La notizia ebbe una rilevanza in zona simile a quella avuta dal crac della Parmalat. Gelindo, il padre di Giorgio, si suicidò con un colpo di pistola nel suo ufficio. Jasmine andò al suo funerale vestita di nero, con gli occhiali neri e i tacchi a spillo, indossando uno splendido anello sopra i guanti di seta nera. Tutti i presenti la notarono, e notarono anche quello strano sorriso che le dipingeva lo splendido viso.

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