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Racconto n° 3599
Autore: Diagoras Altri racconti di Diagoras
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Neohori
Dalla spiaggia affollata, le voci dei bagnanti giungono appena attenuate all'interno della piccolissima cabina di legno.
Fa caldo.
Molto caldo.
Il sole e l'estate hanno reso quasi irrespirabile l'aria di questo stretto spazio.
E la luce, che entra dalle fessure tra le sconnesse assi di legno, è appena sufficiente a trasformare il buio in una tenue penombra.
Non abbiamo molto tempo a nostra disposizione.
Entrare in una cabina per cambiarsi il costume non dovrebbe richiedere che pochi minuti: e l'attardarsi eccessivamente potrebbe tradire le nostre reali intenzioni.

Abbiamo fatto il bagno fino a pochi minuti fa, insieme al resto della nostra compagnia di amici.
Un'allegra gita domenicale, qui, sulla spiaggia di Neohori.
Abbiamo riso e scherzato con gli altri, e tu hai dovuto respingere, anche se cortesemente, le continue avance di quel nuovo ragazzo, che ti si è incollato addosso dal primo momento che ti ha vista.
Accade sempre che qualche ammiratore ti faccia il filo.
D'altronde, come dar loro torto?
Sei talmente bella e affascinante che è inevitabile tu sia corteggiata di continuo.
Gelosa? Io?
No, assolutamente.
Anzi.
Sapere che tu sia così desiderata mi fa felice.
Mi fa sentire unica e indispensabile per te.
Perché so con certezza che tu desideri solo me.
E nessun altro.
E nessun'altra.
Ci amiamo.
In modo totale ed assoluto.
Un amore fra donne.
Speciale, totale e meraviglioso.

Siamo lesbiche?
Non credo.
Direi bisex, visti i nostri trascorsi di importanti relazioni con i maschietti.
No.
Non credo proprio che noi siamo lesbiche.
Che poi, a pensarci bene, non farebbe alcuna differenza.
Quello che è certo è che nessun corpo, maschile o femminile che sia, sa regalarmi emozioni e sensazioni come sa fare il tuo.
Ed ogni volta che ti stringo tra le braccia è sempre come fosse la prima.
Anche ora, in questa stretta e torrida cabina, la sola vista del tuo corpo nudo e della tua pelle abbronzata mi tolgono letteralmente il fiato.
E desidero soltanto stringerti tra le mie braccia.

Appena entrate, e chiusa la porta con il chiavistello, ci siamo subito baciate.
Le nostre labbra, ancora salate per l'acqua del mare, si sono finalmente unite.
Le bocche si sono socchiuse ed i nostri respiri eccitati si sono mischiati.
Poi è iniziata la danza, frenetica e sensuale, delle nostre lingue.

Sei bellissima.
Bionda e sinuosa, occhi verdi e profondi, seno abbondante, gambe lunghe e perfette.
Sei semplicemente stupenda.
Ed anche io so di piacerti da morire, con i miei lunghi capelli corvini, i neri e misteriosi occhi, le labbra piene e sensuali, e la mia pelle, dall'abbronzatura dorata e perfetta.
Me lo hai detto tante volte che ti faccio impazzire, ed altrettante volte io ti ho dimostrato come tu faccia impazzire me.
Ci amiamo.
Così intensamente da sentirmi le lacrime di gioia bruciarmi gli occhi.
E solo questo conta.

Abbiamo poco, pochissimo tempo per noi due.
La scusa di volerci cambiare i costumi bagnati non reggerà a lungo.
Gli altri si potrebbero insospettire, o, magari, trovare l'ultima conferma a quello che forse già sospettano.

Le nostre bocche si separano solamente per i pochi secondi necessari a sfilarci i costumi.
Nude, completamente nude, torniamo ad abbracciarci, baciandoci con rinnovata intensità.
E finalmente le mie mani sono libere di scorrere sul tuo corpo seducente.
Ti stringo i seni, li trattengo tra le mie dita, mentre i tuoi capezzoli si inturgidiscono frementi; e poi ti accarezzo la schiena e le natiche, fino a che la tua pelle, stranamente e inizialmente fresca in questa afosa cabina, non diventa ardente per il desiderio.

E le tue mani.
Splendide, dalle dita sottili, con le unghie smaltate di rosso scuro, mi strappano brividi di piacere, mentre, avide della mia pelle, mi esplorano per l'ennesima volta.

Scendo con le labbra lungo il tuo collo, strappandoti un palpito di beatitudine.
E quando i miei denti ti mordono delicatamente un capezzolo, ti sento sospirare: vorresti gridare tutta la tua voglia, il tuo desiderio, il tuo piacere, ma le pareti della cabina sono troppo sottili per non costringerci a controllare le nostre reazioni in questi attimi d'intimità rubata alla vita.

Passo con la bocca da un seno all'altro, mentre le tue mani affondano tra i miei capelli, quasi a guidarmi verso le zone del tuo corpo più sensibili alla mia lingua.
Come se io non le conoscessi quelle parti del tuo corpo che, se anche solo sfiorate, ti trasportano in paradiso.

Il tempo a nostra disposizione è quasi finito.
Dobbiamo rimetterci i costumi asciutti ed uscire da questa cabina, come se nulla fosse, come se il desiderio fosse stato placato, quando, invece, è ora alle stelle.

Mi inginocchio di fronte a te, mentre le tue gambe si aprono, invitandomi a regalarti un rapido orgasmo.
La mia lingua scende dall'ombelico al clitoride, così in rilievo da sembrare un piccolo pene, un cazzo in miniatura, così meravigliosamente fremente e appassionato.
E la mia lingua danza veloce, decisa a regalarti quest'attimo di felicità.
L'orgasmo ti squassa improvviso e incontenibile, le gambe ti tremano, e lo sforzo che fai, mordendoti le labbra, per non urlare al mondo il tuo piacere, è immane.

Affannata e con il tuo profumo in bocca, mi rialzo.
E' tardi, lo so, non abbiamo più tempo, ma ti prego. fai venire anche me.
Non posso aspettare questa sera, quando, finalmente sole, a casa mia, ci faremo la doccia insieme, ci insaponeremo ogni angolo dei nostri corpi in una fantastica esplosione di sensi.
E poi, nude e ancora bagnate, ci sdraieremo sul letto per un'incredibile notte d'amore.

Fra noi non servono più le parole.
Basta uno sguardo per intenderci.
E tu hai capito la mia urgenza e, anche se per pochi secondi, vuoi placare la mia sete di te.

Mi baci teneramente.
E la tua mano s'infila tra le mie cosce, le tue dita mi allargano esperte le grandi labbra.
Sussulto al contatto della tua mano.
Poi, con due dita, mi penetri dolcemente, scivoli in me in questo mare di umori che sembra un fiume in piena.
Godo subito, così magnificamente che le mie grida soffocate entrano in te, nelle tue labbra incollate alle mie.

Ora le gambe tremano anche a me.
E, mentre indossiamo i costumi asciutti, mi dici, in un sussurro, che la notte arriverà presto, e che i nostri giochi d'amore ci accompagneranno fino all'alba.

Ci sorridiamo e ci sfioriamo le labbra in un ultimo e veloce bacio.
Una promessa, un pegno per la notte che verrà.
In cui io sarò tua.
E tu, mia.
Come è stato ieri e come sarà domani.
Perché ci amiamo.
Ed è solamente questo che conta.


Diagoras

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