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Racconto n° 4270
Autore: Enchantra Altri racconti di Enchantra
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Amore e ossessione
E' strano come un pensiero possa divenire ossessione.

Mi chiedo se tu lo sei per me, se sei diventato ossessione da quando mi hai sfiorato le labbra e il cuore dentro per farne un'autostrada che hai percorso fino ad un certo punto senza andare oltre.

Perché hai compreso che oltre ci poteva essere qualcosa di diverso.

Penso che il sonno non mi ha ristorata, tutt'altro, e la luce di questo tardo pomeriggio che filtra attraverso le tende in questa stanza tappezzata di te, mio ignaro traguardo dell'estasi, mi colpisce come una lama affilata. La stessa lama che vorrei conficcarti nel cuore, e invece abbraccio il cuscino in un impeto di tenerezza come se il tuo corpo fosse lì ad attendermi, a profumarmi addosso l'iridescenza del contatto che nella realtà è così lontano ma impresso come se fosse stato ieri.

Questa notte sarai mio, lo giuro a me stessa. Sarai mio come non lo sei mai stato per nessuna in questi anni di separazione vissuta. Sarà resa, la tua, a questo amore tormentato che ti sto offrendo a piene mani e mai consumato dal grigiore del tempo trascorso e da altre mani che ho vestito del tuo tocco per non morire dentro.

Sono giorni che mi tormenti, ore colme di ricordi, che mi dilani lentamente l'anima e il corpo da quando, oltre quel vetro, ti ho visto apparire.

Eri cambiato, sì, come me. Non troppo per non riconoscerti subito. Invece, io non ho sortito alcun effetto su di te se non quello del desiderio bestiale sulla puttana di turno, quella che paghi per farti eccitare. Quella che si colora il viso col trucco pesante per nascondersi al mondo, da sé stessa e dalla strada della vita.

Perché in questo modo sono fuggita dall'idea di te e da ciò che sarebbe potuto essere: una vita ad amarti, ad imprimere il tuo nome a fuoco dentro di me, quello stesso nome che sussurravo silenziosamente quando altre mani valicavano la mia carne. Perché tu mi amavi diversamente da come avevo intuito di essere.

Sotto la doccia sei il pensiero costante, il traguardo da raggiungere ed è con cura martellante che mi tormento la pelle, a farne strada da percorrere perché questa notte sarai mio, lo giuro a me stessa, ancora.

Mentre l'oscurità si fa largo tra gli ultimi chiarori a spegnere il sole, mi racconto la storia che accadrà fra poco, ripetendo i gesti, le parole, una coreografia senza fine a rewind incollato nella mente e un sorriso mi si stampiglia sulle labbra a farmi compagnia.

Breve tragitto nel traffico serale: coppie spaiate che si salutano, bambini in braccio alle madri dopo una giornata di lavoro che tornano a casa per la cena, amici che si incontrano per l'aperitivo, tassinari imbestialiti per il turno oscuro che li aspetta insieme alle sorprese notturne.

Una cornice ideale per me che ho solo te nella mente, viva carne da riprendere, da riconquistare.

Il mio demone ti impone la resa, è inevitabile.

Il locale è ancora vuoto, troppo presto per gli avventori abituali, ma questo lasso di tempo mi è prezioso per liberarmi degli ultimi orpelli: via la parrucca, via il trucco pesantissimo, via ogni ulteriore esitazione per farmi sentire finalmente libera di parlarti del mio amore.

Le altre mi chiedono, curiose, del mio rinnovato abbigliamento, così dissonante con l'immagine di me che ho dato fino a quel momento, come una preghiera ormai conosciuta cui si è abituati da troppo tempo.

Voglio disegnarmi diversa, me stessa finalmente. Che lo specchio non mi riporti più un'immagine bugiarda e che si danzi sui miei seni e oltre, fino a raggiungermi il cuore.

Tu, la mia ossessione d'amore, dell'amore ritrovato nelle mie ultime notti insonni a consumare pensieri e alfabeti, dove ho calpestato rugiade maliziose senza che tu sapessi di me.

Fuori, ormai la notte ha preso il sopravvento e la luna incalzante che sferza il cielo diviene padrona delle mie azioni. Uomini e donne si mescolano al brusìo soffuso, musica in sottofondo che invita.

E' il mio turno, quello dell'ultima donna che diverrà, mentre ripenso che finalmente sarai mio questa notte.

L'ho giurato a me stessa.

Enchantra

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