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Racconto n° 4336
Autore: Thierry59 Altri racconti di Thierry59
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Exchange, l'ultimo passo prima del buio. Inferno, le ombre oscure della rete. Social Game, la tentazione che viene dal Web Gebebeh, l'antico aroma dell'altopiano. Debacle, il prezzo della verità. The Game, il gioco del sesso e della follia. Mea Culpa, religione e mistero True lies, le vere bugie di una donna dalla doppia vita. Sacrificium, la sfida degli dei. Revenge, una vendetta da servire calda
 
 
Indulgence
Un venerdì di fine maggio, le cinque del pomeriggio ed un sole già caldo e piacevole.
Alla finestra del salotto di casa mia fumo una sigaretta dopo il caffè, senza pensieri. In linea con la situazione di meravigliosa pace mista a desideri e voglie, osservo il cielo immerso in un azzurro fiordaliso, senza una nuvola, senza un errore. Il campanello di casa. Non aspetto nessuno e nessuno avrei voluto che rompesse quel mio momento di assoluta libertà. Ma è lei, sempre lei, ed arriva con bellezza e passione, figlia di notti e di avventure fra letti incandescenti ed erotismo sconfinato, noi come antiche guerriere intriganti e feline che seducono i loro cuori in un gioco dalle tinte forti e sensuali.
Seppur separate da vite e situazioni diverse, seppur entrambe con stili e scelte opposte, mi cerca e la cerco, perché consapevoli schiave di noi stesse, ed é questa persuasione che fa di noi le amanti più lascive e passionali della terra. Ma non siamo innamorate e non lo saremo mai , è questa la cosa che di lei mi piace di più.
Frida é sulla porta d'ingresso, con i suoi mille telefonini in mano, il suo profumo, la borsa per terra come sempre, lo sguardo sopra le mie spalle ed i tacchi sempre più alti nell'improbabile decolté di Chanel che non si toglie mai, pena la morte.
Mi ruba un bacio mentre al telefono parla con l'impiegata dell'Alitalia e prenota due posti per il volo delle 20.00 per Roma.
- Passo a prenderti alle sei e mezza, non chiedermi nulla, ci aspetta uno yacht sull'Argentario a mezzanotte. A dopo mio angelo biondo... -Il fascino della sua pazzia mi intrappolava, non mi lasciava tregua. Mai.
La guardo e ci scappa una risata senza tempo, ci abbracciamo e ci baciamo come fosse la prima volta, la mia lingua intrecciata alla sua, con passione, con voglia di sesso, con desiderio di un orgasmo subito, lì sulla porta di casa. La stringo ancora più a me, chiudo la porta alle nostre spalle, le mani sono già sotto la sua gonna nera... due passi e siamo già distese sul divano, veloci, ladre di un piacere che si accende solo con uno sguardo. Sento che si abbandona a me, ed entrambe ci cerchiamo lentamente fra respiri rotti e la voglia che cresce sempre di più.
Le mani ora si muovono esperte, rapide e precise, esplodiamo insieme in un orgasmo senza fine, il fiato corto, ed i sui occhi che non sanno mentire, é passata da me per questo, ed é quello che desiderava... in fondo bastava una telefonata, ma Frida é tutto questo ed io sono felice.
Si accende una sigaretta.
Mi guarda, mi bacia ancora.
- A dopo.
Guido sorridendo, e cerco di rubarle qualche informazione, ma lei mi lascia solo fantasticare su dove e su chi, ma mi piace e non insisto, lascio che le cose rimangano così.
L'hostess mi offre un caffè, Frida legge una rivista di Informatica, ed arriviamo a Roma mentre un'auto ci aspetta per portarci a Marina di Cala Galera, sull'Argentario.
Sullo yacht, al nostro arrivo, mezzanotte e trenta circa, davano una festa.
Musica, champagne, gente elegante... chiedo a Frida io chi sono.
Ride e mi presenta i padroni di casa, una coppia sui quarant'anni, amici di una vacanza nel Nord America che Frida aveva fatto anni prima con il fratello.
Gianmarie e Paola, sembravano irreali. Un lampo negli sguardi, il profilo di lei e la nostra complicità.
Belli come mai, gentili, armoniosi. Vestiti di bianco, perfetti nel parlare e nel muoversi.
Mi allontano, solo per prendere respiro. Avevo già capito tutto.
Avevo già visto tutto.
Dovevo solo aspettare, perché il gioco era nelle mie mani e dovevo scegliere il momento adatto per iniziarlo.
Un bicchiere di Krug, due, tre. Frida questa volta me la paga, e salata. Penso già alla vendetta, mentre un filo di vento mi accarezza il viso e gli occhi, che cercano fra tanti quelli di quell'uomo vestito di bianco che mi avevano, mio malgrado, paralizzata.
La barca si chiama " Indulgence " ... una sorta di reggia galleggiante lunga 57 metri, tutti rigorosamente ispirati ai fasti dello stile Barocco.
Mi siedo su un divano di seta bianco perla, dove brillano luci di cristalli Swarovsky che si confondono con le stelle in cielo, accanto a me Paola che mi sorride, una sorta di venere nera e magica. Tutti gli ospiti hanno dell'irreale, tutti immersi in un sogno che chissà se finirà alle prime luci dell'alba.
Conversiamo con tranquillità, la musica è da brivido, Frida è impegnata in una partita di Go, e penso che lei non sbaglia mai... sempre impeccabile, sempre opportuna, liceale nelle sue proposte ed io, qui con una scultura a fianco, di una bellezza che mi toglie il fiato.
La festa prosegue, mi alzo e scendo al ponte inferiore accompagnata da Paola, incontriamo Gianmarie che senza esitare ci prende sottobraccio e ci porta al ponte - Sole - , ridiamo e beviamo ancora champagne seduti sul bordo della piscina. Bene - penso- si inizia.
Mi presento come l'amica del cuore di Frida, parlo scegliendo parole semplici e complici, alterno sorrisi a sguardi che non lasciano dubbi... il profumo di lui è forte e sa di mare, i suoi occhi sono blu, e le sue mani mi portano già fra le braccia di lei, che per gioco mi accarezza i capelli e il seno.
Inequivocabile desiderio che si accende.
Complice la notte e la fantasia di cose che non avevo mai provato.
Saliamo verso la loro suite, attraversiamo la lobby ed entriamo in uno studio privato che fa da ingresso. Paola mi abbraccia e sfilandomi la camicia con gesti lenti e seducenti, mi bacia e mi accarezza la schiena nuda. Gianmarie ci ha lasciate sole ed io ricambio i baci di lei con passione e desiderio di possederla e di prenderla subito, senza esitare, con gesti decisi voglio sentire il suo orgasmo su di me ora.
Non mi delude.
Mi regala il suo piacere, veloce, rapita e terribilmente femmina.
Gianmarie ora è con noi e mi gira, mi bacia, mi accompagna con delicatezza nel loro letto, e mentre lei mi tocca, sento che lui mi prende, con il suo profumo che sa di mare e di poesia.
L'orgasmo arriva, devastante, forte...mi fermo e mi giro, allungo la mano e premio Gianmarie ora... mentre Paola mi bacia con una sensualità senza limite, lui mi regala il suo piacere che mi lascia bagnata e sorridente. Poi, mi chiede di baciarlo ed io alterno i miei baci con quelli di lei, che ora distesa su di me, si lascia prendere così che la mia bocca possa bere il suo orgasmo tutto di un fiato, mentre con un solo sospiro mi chiama e prendendomi la testa fra la mani, la abbassa sotto al suo ventre.
Erano incantevoli. Sensuale ed appagante il loro modo d'amare ed il mio.
Sesso senza limiti, ma delicato e dolcissimo.
Tre corpi nudi e sinceri, che si scambiavano orgasmi come fosse un rituale. Ed era bello, quasi un sogno, complice il mare. Poi ancora lui tra le mie gambe, mi bacia e mi tocca, mentre lei guarda e complice mi bacia il seno. Paola si gira e mi chiede di prenderla così, le accarezzo i seni, la bacio languida. Il mio ritmo è forte ed il suo piacere è immediato. Gianmarie, di schiena muove la sua mano e sento che il loro piacere è unico, sincrono, uguale. Due orgasmi perfetti...
Mi alzo.
Esco nel terrazzino che si affaccia sul mare, fumo una sigaretta, ricordo i loro sospiri come musica.
Poi, grande affetto nell'abbraccio che ci unisce, e nei nostri occhi una luce sincera.
Avrei voluto ancora la loro bocca, le loro mani, i miei respiri rotti, gli occhi di Gianmarie che si schiarivano dopo l'orgasmo...
Ancora noi. Ancora Paola, femmina felina e magica dai lunghi capelli neri e la pelle abbronzata e dolce.
Un bacio sulla bocca di entrambi.
Scendo sul primo ponte, cerco Frida. Ho il cuore che batte forte, ho chiuso il gioco ed ha vinto la seduzione, l'antica arte dell'amore che tanto mi era piaciuto.
Tutto nelle mie mani. E lei lo sapeva.
Mi raggiunge il suo profumo, mi giro e la vedo. Mi sorride e la abbraccio forte...
Le rubo un bacio appena accennato.
In fondo è sempre lei che voglio, e lei lo sa.
- Ho vinto la partita di Go...
- Lo so, rispondo. Non avevo dubbi. Le sorrido. E forse la amo.

La notte è quasi trascorsa ormai. La brezza del mare ci accompagna per qualche piccola ora di sonno, la festa si è conclusa fra vestiti di seta blu ed occhi color cristallo.
Gianmarie e Paola. Incantevoli amanti di una notte che sa di amore e champagne.
E Frida, che sogna con me, strette in un unico sorriso.


Thierry59

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