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Racconto n° 4686
Autore: Silverdawn Altri racconti di Silverdawn
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Inferno, le ombre oscure della rete. Social Game, la tentazione che viene dal Web Gebebeh, l'antico aroma dell'altopiano. Debacle, il prezzo della verità. The Game, il gioco del sesso e della follia. Mea Culpa, religione e mistero True lies, le vere bugie di una donna dalla doppia vita. Sacrificium, la sfida degli dei. Revenge, una vendetta da servire calda Menage a trois, un provocazione a cui non si può resistere
 
 
Disegni divini
Sera, quasi tardi, mi fiondo dentro la porta del COIN prima che chiudano e inciampo in una ragazza che esce di fretta. La guardo quasi con risentimento e... la riconosco! Dopo più di due anni che non la vedo, ritrovarmela lì, la Carlina, fa quasi effetto. Era venuta da me per uno stage di disegno tecnico al computer ma sapevamo benissimo che non avrei potuto assumerla... guadagno troppo poco io, bisogna che mi arrangi. Però, averla in studio era piacevole, sempre allegra, sorridente, con quei capelli ricciuti, color del rame, quegli occhi di bambina birichina... poi era brava, non si poteva negarlo, portata per il disegno e per la progettazione. Avevo dovuto comunque lasciarla andar via, da un ingegnere che la pagasse, a far cose magari più noiose degli arredamenti ma che l'aiutassero davvero.
- Carlina! Che piacere immenso! -
- Matteo! Avevo proprio voglia di chiamarti... adesso vivo qui in città, un piccolo appartamento... avrei proprio bisogno di te, sai? -
- Chiamami quando vuoi, corro subito... -
- Corro anche io... che sono in ritardo... ma ti chiamo! -
Che mi richiamasse non lo credevo possibile, o forse sì, ma solo per consigli d'arredo, per trovare cose buone a prezzi bassi, un buon falegname, un imbianchino... invece due giorni dopo mi invita a cena, a casa sua. Mi dà l'indirizzo, l'appuntamento e mi saluta, di fretta come sempre. A cena, a casa sua... magari vive col fidanzato, forse s'è pure sposata, che ne so io? Lo stesso, porto una bottiglia di vino, che fa sempre piacere e ci vado, senza scopi diversi, senza pretese, ci mancherebbe!
Mi apre la porta, m'invade del suo sorriso, mi fa entrare in quel nido piccino di due stanze minuscole, come adesso ne fanno tante, quelle dove non ci si sta nemmeno in tre, che ci si sbatte addosso.
- Ecco, questa è la mia casina... la cucina l'ho già sistemata, ma il salotto, come vedi è difficile... -
Poi sento una porta che si apre, qualcuno che entra dalla camera, suppongo, mi aspetto il moroso, il marito...
- Matteo, ti presento Alessandra, la... mia... la mia compagna. -
- Piacere, Compagna! -
Faccio pure il pugno con la sinistra, per far lo spiritoso...
- No! Non compagna in senso comunista... compagna... compagna! -
- Compagna di casa, ma certo, che scemo che sono... -
- Compagna di... letto, ci amiamo. -

e Alessandra, intanto:
Uffa uffa uffa... quella viziata... viziata e pervertita... due giorni a discutere... e se non le permetto di averlo qua a cena mi nega pure il bacio. E mi tocca pure essere carina.
La stronza... Come se non lo sapessi del debole che ha per lui. Che crede. Che non glielo leggo in faccia? Da quando l'ha visto alla COIN quanto sbava al suo nome.
Pure porca... Mi fa mettere sta merda di vestito.
La troia. Che se lo fosse scopato prima.
Ora le vien voglia di cazzo? Era nei patti... gliel'ho spiegato mille volte. Con me niente maschi.
Ok, è arrivato. Ma senti come ride. Gliela faccio pagare, anzi prima la faccio morire di rabbia. Poi gliela faccio pagare. Le pianto un muso che dura fino a Natale... altro che le lacrime dell'altra notte, mocciosetta... e poi ti pianta due occhi da cerbiatta impaurita. Che lei senza di me non è nulla, che femmina lo è solo con me. E allora? Che c'entra di vedere lui? E perché lo devo per forza vedere anche io? Ora mi calmo e me ne esco con il fare da femmina selvaggia, marchio il MIO territorio e lo faccio pure sbavare... -
Il pugno alzato... ma senti che battuta da cretino... ma proprio cretino scontato - sorrido... - meglio fargli credere che è simpatico, ma guarda che imbarazzo, ma quanto è scemo... ma dove lo vede bello poi?
- Mi ha parlato tanto di te la mia piccola cucciola... - Mano sul fianco a lei - di quanto sei geniale nel lavoro... -
- Figurati, - e ride lo stronzo... ma si rende conto che tutto quello che mi ha detto e ridetto è che aveva un gran culo? Un uomo.. un gran culo... bho quando si gira lo guardo.
- E quanto le sia stato d'aiuto all'inizio.. è un piacere averti nella nostra tana, seguici che ti mostro quanto brava sia stata il mio tesoro a sistemare la cucina... -
Gira lei e la mia mano sul suo culo.. il suo è un gran bel culetto.. il suo sì. Controllo: la biancheria ce l'ha, per lo meno non è troia fino in fondo.
Lui segue, il suo di culo glielo guardo dopo, per ora che veda quale è il suo posto... dietro e zitto...
- Hai visto? Visto che incanto? La finestra lì che rappresentava il punto debole è diventata una vera risorsa! -
Lo fisso, potrei scioglierlo con il sorriso da madonna e lo sguardo da amante, lui abbassa gli occhi che c'è già pensa di avermi conquistata? Mica son ingenua come sta cretinetta... e sentila come ride!
- Vuoi che mettiamo a raffreddare un pochino quel vino? -
Allungo la mano e le dita sue toccano le mie... sto cretino anche il vino che non piace a lei...
- Hai visto amore, un Primitivo, fantastico lo stappiamo tra un attimo! -
ahah guarda come si irrita, la Mia Carlina! E poi ti tocca anche berlo per cortesia... mmh quanto mi piace la piega che prende sta cosa...
Nel frattempo, Carlina:
Che ridere, Matteo ha alzato il pugno quando gli ho detto "la mia compagna", spiritoso ed arguto, come sempre! Alessandra lo ha fulminato con lo sguardo.

Mi piace scompigliare le situazioni, scrutare le reazioni della gente quando sono senza modelli di riferimento e devono elaborare una propria personale reazione. Da lì capisco se sono stupidi o intelligenti, se vale la pena intessere una relazione.
Mi è successo anche ieri, con i colleghi, quando con aria seria ho detto "sapete, ho un'amante" ed uno di loro "ahh finalmente, era ora e che c'è di strano?'" "Beh" ho buttato lì "è un'amante con l'apostrofo..." e nello stesso tempo ho osservato sorniona la loro aria sbigottita.
La mia aria da brava fanciulla non lascia trapelare i desideri e le fantasie che loro definirebbero "osceni".

Quindi ho messo subito alla prova Matteo, presentandogli Alessandra, sapevo di poter contare sulla "amoralità" che emergeva spesso nei discorsi che faceva nel suo studio e di cui si vantava, orgoglioso.
Mi piaceva quel suo modo scanzonato di apprezzare il bello della vita, mi attirava il corpo, soprattutto il suo culo, e come impugnava la sua pipa, con fare maschio ed ammiccante.
Il rivederlo l'altro ieri ha innescato una scintilla, una fantasia, ma anche una sfida...

Alessandra l'ho conosciuta sei mesi fa, mi ha letteralmente sedotta; ero andata in un negozio a comperare un abito per un matrimonio. Si è subito offerta per un consiglio ed io, che sono una gran chiacchierona, ho instaurato immediatamente una comunicazione cordiale con lei.
Con la scusa di scegliere la taglia giusta mi aveva chiesto di mettermi di fronte a lei e poi di girarmi: ho sentito il suo sguardo che lentamente percorreva il mio corpo, ho intravisto i suoi occhi socchiudersi ed un sorriso accennarsi sulle labbra rosse e carnose.
Quegli occhi e quelle le labbra hanno attraversato il mio corpo in modo nuovo e inaspettato.
Sono entrata in cabina, ho indossato un abito in seta verde, semplice, ma che secondo lei stava bene con i miei occhi, ne accentuava i riflessi. Credo che lo abbia fatto apposta, l'abito era aderente ed aveva dietro una lunga cerniera, da sola non riuscivo a tirarla su e quindi le ho chiesto di aiutarmi.
E' entrata in cabina, tirando dietro di sé la tenda, ho sentito il suo respiro sulla mia schiena nuda. La cerniera era molto lunga e quindi l'abito aperto mi lasciava scoperto parte del sedere, con il perizoma di pizzo nero che disegnava in modo impertinente il chiarore della pelle.
Le sue mani hanno accarezzato velocemente le mie spalle, una mano è scesa giù nell'incavo della schiena, si è fermata per un attimo che mi è sembrato un secolo, ad accarezzare con un dito il solco tra le natiche e lentamente ha poi tirato su la cerniera, piegandosi solo un po' quando è arrivata sul collo a sfiorarmi la nuca appena sotto i miei capelli raccolti, senza dire una parola.
Un brivido nel silenzio, eccitazione, nella mia testa un turbinio di pensieri e sopra tutti la curiosità di conoscere quel corpo femminile.
Sapevo già che cosa sarebbe successo dopo, i nostri occhi hanno anticipato il desiderio carnale, il tempo condiviso, le emozioni altalenanti tra le risate ed il disorientamento.
Alessandra mi aveva letteralmente folgorata, non intendevo rinunciare al piacere con i maschi, mi piaceva troppo sentirmi posseduta in un certo modo, ma allo stesso tempo lei era imprescindibile nella mia vita.

In questo siamo diverse, lei ha avuto solo relazioni con donne e subito dopo che siamo andate a vivere insieme mi sono resa conto di quanto fosse drastica, tagliente, settaria nei confronti degli uomini.
E' proprio questa parte del suo carattere che vorrei smussare, questo suo essere "lesbica isterica" gelosa e possessiva.
Credo che Matteo sia la persona giusta per completare il mio disegno, per convertire Alessandra anche alle gioie del sesso etero.
Berrò il vino che abbiamo appena stappato, anche se non mi piace per nulla, Alessandra lo sa, ma voglio indispettirla, anzi la vedo che ostenta gesti di possesso nei miei confronti.
Noto la sua aria di sfida verso Matteo e la perplessità ad immaginarmi intrigata da lui...

Questo salotto, che è ancora da sistemare è un ottimo pretesto per ritrovarci, per giocare, anche a giochi nuovi...

Ancora Matteo:
Ecco, questa è una cosa che non mi aspettavo... mi coglie di sorpresa, pure piacevole, come sorpresa. Che c'entra? È logico che non son qui per quello e che non mi fanno nemmeno vedere un bacino, ma la cosa mi piace, mi lusinga che me lo venga a raccontare, poteva anche farne a meno, no? Evidentemente, si fida...
- Tu non ti scandalizzi se bacio Alessandra, vero? -
- Direi di no, ho molti amici gay, lo sai... fra cantanti e pittori, musicisti e artisti vari... -
- Bene... direi moolto bene, benissimo! -
Non mi scandalizzo, no... la faccenda è tutt'altra... non così, dai... Carlina... sei una canaglia! Un bacino, una carezza, li sopporto ma così! Quella linguetta che saetta fuori dalla bocca spalancata... sarebbe il caso che mi girassi dall'altra parte. E chi ce la fa, a non guardare? Ferme, quelle mani... ferme! Ma mica sono di legno, io! No, non toccarle il seno, non così, almeno... ma guarda cosa devo subire... non è mica giusto! E far finta di niente... ti piace l'antipasto? Ho apparecchiato con grazia? Cosa vuoi per primo? È vero, le ho viste già, queste scene, ma con un minimo di pudore in più, cazzo! Così è... è divino, non c'è altra parola, solo divino... adesso basta, dai... mangiamo, ricomponetevi. Macché, per dispetto, come se non ci fossi o... proprio perché ci sono? Non farmi pensare cose che... meno male, si scollano. Spero di non dar troppo nell'occhio, penso di avere un colore strano, forse verde, viola a pallini gialli... meno male che son già seduto che il resto si dovrebbe notare meno. Adesso si mangia, si chiacchiera e ci si distrae... ma non ricominciate, però... anche imboccarvi a vicenda? Pure dalla bocca? Ma siete un tormento! Ma vi rendete un pochino conto? Ma non vi faccio un po' di pena? Manco se ve lo dico, mi ascoltate...
- Scusa Matteo... ma proprio non ci riusciamo a far a meno di fare l'amore, quando siamo vicine... tu mi capisci, tanto... -
Capisco, capisco, non ho ancora capito i ruoli, ma capisco... in genere c'è una - camionista - , qui invece... due splendori, una più dolce dell'altra, pare che non ci sia nessun maschietto. Capisco ma non mi adeguo: la voglia di vedervi andare oltre il - confine della decenza - (se ancora c'è...) è persino troppa... farò l'uomo di mondo, quello che - non deve chiedere mai - che tanto gli danno tutto... ho fatto anche l'attore... ce la potrei fare. Sì, ma uno straccio di copione, me lo date? Cosa devo dire, adesso? Improvvisare davanti a questo spettacolo, è difficile... parlo del divano? Dopo capiscono LETTO, queste due... il televisore! Dove mettiamo il televisore... magari le distrae... magari lo vogliono in camera, coi film porno, queste!
- Avete già pensato a dove mettere la TV? Ci vorrebbe un... mobile basso... -

Ma Alessandra che intanto:
Mi confonde ora.. e mi da quasi fastidio.
Non mi piacciono le ingiustizie e ora sta esagerando. Lo sta facendo morire di voglia quel pover'uomo.. e lui lì ad assistere senza commenti cretini né allungare le mani.
Mi ha baciato come non mai, avevo inteso che voleva dimostrare che mi apparteneva, mi ha toccata, pizzicata, sfiorata.
Si è strusciata, ha svegliato in me desiderio e voglie. La pelle di lei contro la mia creano una luce che non può passare inosservata, la luce del piacere e della lussuria sovrannaturale.
L'odore del corpo che cambia è un languore che a stento si può dissimulare.
Ma non era per mostrarmi che non dovevo aver paura. No, solo ora capisco.
Un gioco a tre. Quando oramai lui non può più dire di no alla sua voglia di noi.
Non mi piace quando fa così.
Basta dirlo, essere complici è la parte migliore delle relazioni.
Invece così no... diventa una bastardata. Per quanto io possa assecondarla, per quanto possa ora far ciò che vuole esiste una stonatura che mi crea sofferenza.
- Tesoro... il nostro ospite ha bisogno di bere... -
Riempio di vino la mia bocca, accosto le labbra alle sue, vediamo se capisce, vediamo se accetterà un gioco.
Si appoggia lui, con il dito raccolgo il vino che è scivolato fuori dalle nostre bocche sul suo mento, tra la barba ordinatamente incolta, per la prima volta un uomo mi bacia e io non sento rancore per lui.
E non bacia molto diversamente dalle femmine che ho avuto.
Appoggia la mano sul collo, appoggio la mia tra la bocca e l'orecchio, piego la testa, faccio spazio tra le mie labbra perché possa scivolare meglio la sua lingua.
Mi chiedo se farei altrettanto per le altre labbra.
Lui non mi tocca. In venerazione. E' la prima volta che vedo un uomo che non azzanna, non carpisce carne a caso, non strappa un piacere che il tempo fa maturare nella giusta maniera.
Forse ha capito quanto possa essere troia una donna, una donna completa, che ha dimenticato la paura ed è disposta a darsi invece che essere presa.
Faccio un cenno a Carlina, per non essere sola con lui, mi fanno paura tutti questi pensieri. Ho voglia di piangere ed essere amata, ma nel senso più forte. Essere usata del tutto, non solo per qualche orgasmo.
Nella testa di Carlina, che succede?
"Sono qui, cucciola"
La sento vibrare di una emozione che la stupisce.
"Non ritrarti. Lascia che il mistero ti avvolga, lascia che penetri dentro di te e ti attraversi".
Nutriti di questo piacere maschio, ancestrale ed eterno. Ma stupiscilo, fagli capire che tu sei donna che è capace di darsi senza timore alcuno.
La mia voce è un sussurro, una cascata di parole imperative e tenere.
Lei comprende, anzi lei "sa" di essere capace di trascinarlo in spirali crescenti di piacere.
Languida aderisce a lui, curiosa e stupita di quel corpo maschio.
Un attimo dopo il suo sguardo è sperduto, implorante ed il suo cenno è calamita per me.
Sono vicinissima ad Alessandra e Matteo, mi tuffo nel loro respiro, nel languore delle bocche, nel gusto del vino che gorgoglia tra di noi, le lingue si assaggiano, la pelle non è più sconosciuta ma amica, avvolgente.
Matteo è disorientato, ma le nostre braccia, le mani, i corpi si cercano e si frugano. Si accarezzano, si annusano, si palpano in un affannato desiderio.
Alessandra sorride, finalmente, ha compreso che non sto facendo un gioco sporco, ma che anzi desidero che anche lei possa assaporare il piacere di rotolarsi e perdersi nella libidine di un uomo.

Ormai Matteo ha capito...

Era necessario capire, arrivare a questo... vedere gli occhi di Carlina, il suo sorriso. Adesso che ho capito, adesso che sento queste donne esplorare un concetto nuovo, non posso nemmeno fuggire. L'avrei fatto, forse, adesso non posso: conoscersi, dal profondo, in quel senso biblico che tutti sappiamo... , dice la Bibbia. Appunto, noi ci - conobbero - , conoscendosi assieme, in un mistico triangolo che ha un bel significato... Carlina non poteva accettare che Alessandra non conoscesse, non per libidine, non per curiosità ma solo per piacere. Se Alessandra non conosceva l'uomo, Carlina non avrebbe conosciuto una parte di lei; io, lì in mezzo a loro, come strumento di conoscenza, come la mela, come ara pagana. Alessandra abbandonata al nuovo orizzonte, in un attimo nuda, fremente, vorace; Carlina che l'aiuta, la coccola dolce, la mette a suo agio, sicura come sempre di trovare in me un complice e in lei l'Amante, l'Amata. Assieme si prendono cura di me, ma io son solo lo strumento. Vederle vorticare attorno a me, nell'intrecciarsi di quei sorrisi stupendi, mentre con grande naturalezza si passano il mio sesso l'una all'altra, sentire i loro occhi che, giocosi e grati, si tuffano nei miei, parrebbe secoli che non facciamo altro assieme... quante volte t'ho sognata, Carlina, solo io lo so... non sapevo, non conoscevo, ora che conosco, che ci conosciamo che conosco Alessandra, ora so.


(Agosto 2011, dedicato...)

Autori: Greeneyes Penelope Silverdawn

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