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Racconto n° 5109
Autore: silverdawn Altri racconti di silverdawn
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CON LA TUA VOCE 2
Monica ne parlò davvero con suo marito... con Dario. Da qualche sentore son costretto a pensare che non fu subito facile, per lui. Non l'hanno voluto ammettere mai ma qualche sentore io l'ho avuto. Rossana dice che sono prevenuto e un pochino antico... spero abbia ragione. Comunque sia, Monica continua a venirci a trovare spesso. Ci siamo trovati anche tutti e quattro a cena assieme, qui da noi ma non siamo andati molto oltre... solo qualche bacio fra Monica e Rossana. Dario non pareva scosso dalla cosa ma abbiamo preferito non andare oltre. Solo sull'uscio, prima di tornare a casa, Monica ha preteso un bacio anche da me... e guardava Dario, nel frattempo. Come aveva promesso, si ferma spesso a dormire con noi, che lui è lontano. Averla anche a dormire è straordinario, anche perché Rossana se n'è proprio innamorata. Era molto tempo che ci pensava, lei... aveva avuto una relazione con una ragazza da giovane, durata quasi tre anni ma, poi, l'altra s'era sposata e si erano perse di vista. Da allora solo maschi... niente più femmine fino a Monica. Per Monica, invece, era la prima volta ma ne aveva proprio fame, come diceva lei stessa... tanto che spesso mi sentivo quasi di troppo. Non per colpa loro, che cercavano in ogni modo di coinvolgermi ma proprio per quel che leggevo negli occhi di entrambe. Avevano persino provato a star soli loro tre, una sera che avevo una conferenza. Non era andata benissimo... Dario non aveva voluto quasi nemmeno toccare Rossana. Erano riuscite a far l'amore davanti a lui, Monica s'era fatta scopare dal marito ma... ma non aveva voluto Rossana. Capisco che è un pochino più vecchia di lui, ma mica di molto! Ci saranno una decina d'anni al massimo e mia moglie è una bellissima donna di quarant'anni! Ma va bene ugualmente... Monica è contenta anche così, ce lo dice sempre. Certamente, s'aspettava che anche il marito si lasciasse trascinare. Ha provato anche a capire se gli piacesse uno scambio alla pari: prendere Rossana mentre io mi occupo di Monica ma no! Trova molto più intrigante sapere che Monica sta con noi, con tutti e due. Le lascio anche sole, a volte; adoro saperle sole... poi le sbircio dalla porta. Hanno bisogno di questi spazi e adoro poterle guardare. Mi sono perfino reso conto che Rossana, nei primi tre mesi, ha quasi rinunciato alle sue uscite serali. Prima di Monica, Rossana usciva coi suoi amici quasi una volta a settimana; in quei primi tre mesi l'aveva fatto molto meno spesso, quasi di controvoglia. È vero, mi aveva anche lasciato a casa con Monica, io e lei soli; si era vestita per uscire mentre Monica si era spogliata per restare. Aveva baciato Monica, distesa quasi su di me, poi aveva baciato anche me, con grande trasporto... ma guardava Monica che sorrideva. Era anche tornata presto, quella notte e si era quasi subito distesa a coccolare Monica. La mattina dopo ci aveva raccontato la sua serata, ma con modi quasi evasivi, come fosse cosa di poco conto. Pareva fin troppo legata a Monica. Non che tutto fosse puro sesso, quello che facevamo con lei; ci piaceva chiacchierarci, coccolarla e tenercela teneramente addosso, come quella mattina, nudi in cucina. Mia moglie usciva presto per andare ad insegnare e Monica usciva quasi sempre con lei, quando dormiva con noi. Ma quella mattina non aveva lezioni.

- Sai cosa ho scoperto, ieri sera, Monica? Si parlava coi miei amici, si parlava di tendenze... il cuckold è ormai molto usato anche qui da noi, per definire un uomo che lascia che altri scopino sua moglie. Non mi piace definire così né Matteo né Dario, naturalmente... -

- Nemmeno a me piace... non sono corna... non gli nascondiamo nulla! Io vorrei tanto vederlo far l'amore con te o con altre donne, il mio Dario... io ci penso di continuo, sai? -

- Certo che lo sappiamo... riproveremo. Adesso mi premeva di più un'altra definizione. Molto meno usata ma esiste una versione femminile, nella quale non mi identifico, però... la cuckquean. Ora, e non mi pare il caso di Matteo, il maschio è detto bull, toro... ma se la femmina è giovane la definiscono cuckcake. Questa mi piace, che abbreviata è semplicemente cake, torta o pasticcino. Ecco! Tu, Monica, sei il nostro pasticcino... questa definizione mi piace proprio! -

Monica era sulle mie ginocchia, Rossana la guardava negli occhi, la trasse a sé con la mano, ne baciò le labbra e con l'altra mano andò a ghermirle il pube, tutto, pieno. Monica vibrò di quel tocco e della lingua, cominciò a roteare piano la testa assecondando il bacio, rispondendo. Avevo la mano sul suo seno, sentivo il capezzolo turgido sotto le dita. Un bacio lungo e languido come se ne davano spesso.

- Sì... mi piace essere il vostro pasticcino... -

Finimmo, come è facile immaginare, per far l'amore ancora con Rossana che la preparava, io che le coccolavo e poi mi ritrovavo quasi costretto ad immergermi in lei, nel pasticcino. Anzi, quel giorno fu ancora più remissiva del solito: in genere accettava di essere guidata da Rossana ma pretendeva che anch'ella avesse la sua dose. Quel giorno no. Si fece fare di tutto senza quasi muovere un dito... dita ne muoveva ma mai per indirizzare le attenzioni su Rossana. Solo per godersela lei, per farla giungere all'apice, per aprirle le labbra e tuffarci la lingua golosa, per carezzare me e lei. Solo un paio d'ore dopo lasciai che si amassero ancora da sole, dentro la vasca da bagno mentre preparavo il pranzo.
Dopo, a tavola, ancora nudi, ancora baciandoci e carezzandoci, Monica espresse il suo desiderio.

- Penso che sia ora che Dario mi veda... sa tutto ma ancora non ha visto che pochi baci con Rossana. Vorrei che mi vedesse far l'amore. -

- Con me ti ha visto far l'amore... -

- Sì, lo so... ma è poco! Anche lui vuol vedermi con Matteo... lo dice spesso mentre facciamo l'amore, mentre mi scopa. È ora! -

Ci organizzammo per la sera successiva. Avremmo cenato lì, a casa nostra tutti assieme ma con la ferma decisione di andare ben oltre.
E venne la sera della cena; avevamo preparato tutto con cura, bella tavola, piatti delicati e conturbanti, buon vino e candele, molte candele, solo candele. Arrivarono con qualche minuto d'anticipo; Monica era spettacolare nel suo vestitino elegante e vaporoso. La profonda scollatura faceva intuire subito la libertà dei seni. Non era una novità, molte volte l'avevo trovata senza reggiseno ma quell'abito allacciato dietro la nuca era molto elegante. Pretese subito un bacio, lì sulla soglia. Stavolta ero io che guardavo Dario e vedevo i suoi occhi sereni. A lui strinsi la mano con ancora la lingua di Monica in gola. Poi baciò anche Rossana e ne vidi la schiena nuda fin quasi al solco delle natiche, con le mani di mia moglie che si beavano di quella pelle morbida che ben conosceva. Durante la cena si parlava amabilmente di tutto quello che era successo mentre Dario era lontano e, proprio mentre si parlava del pasticcino, di come eravamo giunti a chiamare così Monica, lei si volse al marito e gli disse qualcosa nell'orecchio... li vedemmo sorridersi, ancora parlottare fra loro, poi le mani di Dario giunsero sul collo di Monica e sciolsero il nodo. I lembi di stoffa caddero, scoprendo il suo seno mentre lo baciava, lo ringraziava. Anche la mano di Dario scese: raccolse un seno e lo carezzo a lungo. Poi ella si distolse, guardò Rossana sorridendo e mordendosi il labbro. Poi si volse a me, con la linguetta fra i denti.

- Adesso sto meglio... a seno nudo già mi sento più cake... me la fai una carezza anche tu? -
Quasi incredulo presi l'altro seno nella mano appoggiando il polso sul polso di Dario... nemmeno lui mi respingeva, quasi mi bramava come il sorriso di Monica che raggiunsi e baciai. Un lungo e languido bacio, come già tanti ma con un sapore nuovo. Nuovo anche per lei, col marito che ne carezzava il seno, come me. Tornare a mangiare era quasi fatica. La più disinvolta era Monica che raggiungeva dei piccanti particolari nel raccontare a noi e a Dario le sue emozioni, anche quelle che stava vivendo. Mi ritrovavo spesso a incrociare le dita del marito sulla sua pelle, mentre raccontava di come si stava eccitando. Ed erano dita che non mi erano affatto ostili... alcune volte le sentii premere sulle mie per farmi saggiare di più la pelle di Monica. Poi, quasi d'improvviso:

- Scusatemi un attimo ma adesso devo alzarmi... devo andare da Rossana... subito... -

Così abbandonò le nostre mani per raggiungere Rossana che restava seduta. Anche con lei parlottò sottovoce e poi, con aria fiera e sorridente, con i suoi splendidi seni ben puntati su di noi, con il suo sorriso malandrino, si fece slacciare il resto dell'abito da mia moglie. Lei lo tratteneva in vita con le bretelle che erano cadute prima ma appena fu certa di quanto aveva fatto Rossana, calò tutto verso i piedi, lasciandoci ammirare la sua nudità coperta solo da un paio di calze con una bella balza alle cosce.

- Amore mio! È stupendo! Sei senza slip? -

- Sì Dario... come quella volta a Bologna. Lì me le hai tolte tu in macchina, ti ricordi? Poi siamo andati a spasso per la città... -

- Mi ricordo sì. Solo che non hai più voluto farlo! -

- Mi eccito troppo! Anche adesso, sai? Prova a sentire, come sono bagnata... sono così da quando ho deciso di non mettere mutandine. -

Non c'era nemmeno bisogno che s'avvicinasse ma per liberarsi dell'abito che le cingeva ancora le caviglie, fece un passo verso Dario, invitandolo a toccare con mano. E la vedemmo, quella mano. Quasi furtiva si insinuò fra le cosce della moglie, quasi fosse un reato. Raggiunse le labbra di Monica e quasi ebbe un sussulto. Ella, che gli porgeva il bacino, imprigionò la mano serrando le cosce e scese a pretendere un bacio. Non lungo, stavolta; languido ma non lungo. Poi si erse e mi fissò, passò dietro al marito e venne direttamente a sedersi su di me scavalcandomi con la sinistra. Mi prese il viso fra le mani e, sempre sorridendo, mi venne a baciare. Non so bene se il mio bacio fu più o meno lungo di quello dedicato a Dario, non posso saperlo. So soltanto che le mie mani erano saltate direttamente alle sue anche, a sentire quella pelle che ben conoscevo ma di cui ormai ero ghiotto. E lei ancheggiava su di me, strusciando il bocciolo ai miei pantaloni.

- Anche per te sono un pasticcino, vero Dario? -

- Certo che lo sei, sei sempre stata il mio pasticcino preferito... -

- Dimmelo, dimmelo ancora... anche mentre lui mi... -

- Soprattutto mentre lui ti scopa, amore mio... soprattutto! -

- Ancora non mi sta scopando... ma mi ama, come io amo lui... io lo amo come amo te, come amo Rossana... -

- Lo so benissimo, Monica... questo cercavi, non i giochi, non solo sesso... anche io li amo quanto li ami tu. -

Pensavamo di doverla aiutare, in tutto questo... invece faceva tutto da sola, spavalda e ingenua, arrogante e modesta, entusiasta e sicura. Tanto sicura che aveva cominciato a spogliarmi e non ebbe pietà finché non fui nudo del tutto; mi spogliava e parlava, mi spogliava e danzava, mi spogliava e costringeva le mie mani a carezzarla, a stringerla, a bramarla. Non lì sulla sedia, che poteva anche essere divertente ma non comodo. Mi trascinò al divano e si inginocchiò fra i miei piedi continuando a parlare soprattutto a Dario... aveva bisogno di lui, dei suoi occhi, della sua attenzione. Io ero quasi strumento, piacevole strumento. Non riuscivo nemmeno a capire come potesse la mia erezione essere così sfacciata ma lo era... fra le mani dolci di Monica mi pareva d'avere una verga doppia del solito. Avevo pensato di aver difficoltà, davanti a Dario... invece! Anche lui, anche Rossana, mi aiutavano. Tranquilli e beati si erano spostati sul divano a fianco e seguivano ogni cosa con interesse, tenendosi per mano. Poi Monica smise di parlare e s'infilò in gola tutto me stesso, profondamente, così profondamente come non aveva mai fatto. Anche lì, il tempo divenne una entità astratta... quasi non riuscivo più a guardare gli altri due... guardavo la testolina mora con quei capelli ordinati e pettinati con tanta cura che volteggiava laggiù e i suoi occhi da monella. Poi lo mollò e mi si mise a ridere divertita, con la linguetta fra i denti come era solita fare al massimo della sua soddisfazione, come a dire che era stata brava, che aveva fatto bene i compiti. Ma mica li aveva finiti! Si erse, mi diede la schiena e si calò con grazia su di me, sorridendo a Dario, forse anche a Rossana. E me la ritrovai incastrata, impalata, piena di me dall'altra bocca, dalla figa dolcissima e morbida, dalla vulva che sapevo prensile, golosa, calda.

- Ecco... ora dovresti fare qualcosa per lei, Dario... io penso che lo meriti, che lo chieda, che lo voglia... -

- Rossana... non so se mi riesce... ti giuro che ne avrei voglia ma non so se mi riesce... -

- Prova, Dario... prova! Io continuo a tenerti la mano, se vuoi. -

Richiamato dai discorsi, nonostante fossi un po' perso, li guardai: mia moglie composta, seduta con la gamba accavallata gli stringeva la sinistra. Dario, con la destra che liberava il membro e lo prendeva in mano. Dario che sfogava il suo piacere guardando la moglie che mi cavalcava, che mi scopava; Dario che guardava i seni di Monica nelle mie mani. Dario che moriva d'amore per Monica. Non riuscii a durare molto. Eruttai dentro il mio pasticcino scaricando dentro ogni tensione accumulata. Nello stesso istante vidi chiaramente fiottare anche il seme di Dario, libero per aria... libero come era libero anche Dario da ogni pensiero negativo che gli avevo attribuito, libero di guardare e sapere, libero di godersi anche questa meravigliosa libertà di sua moglie. Non so se per me o se per lui ma anche Monica eruppe in un fragoroso orgasmo che mi travolse ma ebbe la forza di non accasciarsi su di me... sempre eretta ed impalata, ansimava e sorrideva al marito, inebetita ma concentrata.

- Grazie, amore mio... mi hai fatto un regalo immenso, lo sai? -

- Non ho fatto nulla, Monica... ho fatto quel che faccio quando so che sei con loro... te l'ho sempre detto... mica te lo nascondo! -

- Ma l'hai fatto guardando Matteo che mi scopa, amore... con gli occhi più belli che io abbia mai visto! -

- Anche tu sei più bella mentre fai l'amore con Matteo... più bella di quando lo fai con Rossana... più bella di quando lo fai con me. -

- Mi guarderai ancora? Ti farai venire ancora mentre mi guardi? -

silverdawn

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