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Racconto n° 5156
Autore: Senzaidentita Altri racconti di Senzaidentita
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Timeline, i viaggiatori del tempo Tentazione, un peccato senza tempo. Inquisitio, quando il dolore si fa piacere. Tribe, tre enigmi per un solo mistero. Revenge, una vendetta da servire calda Perfidia, il desiderio oltre la ragione The Best, il gioco delle parti RossoScarlatto, come il sangue del Demone. Stranger, uno scandalo politico francese Il Sabba, notte di fuochi sul lago delle streghe.
 
 
Solo un attimo
Una scintilla di protervia era comparsa negli occhi del gommista: -Allora tu glielo fai vedere a lei stasera, vero? E magari glielo fai anche toccare....-
Marco arrossì improvvisamente. I suoi luminosi occhi erano quelli di un adolescente, facevano da pendant a due labbra piene come quelle di una donna. Si incupirono solo un attimo: -Piantala, se ti sente...E poi che domande fai? Oggi mi sposo certo che stanotte mi tocca.-
Candidi ammassi detti nuvole procedevano lenti nel cielo; stagliandosi contro un sole che illuminava la sagoma della donna, presa da una telefonata, a dar loro le spalle. Finestre azzurrissime di case rammentavano loro quella serenità della quale non godevano e sentimenti misti, tra il desiderio di un ritorno alla libertà di amarsi e l'aumento del rancore per il bigottismo che li aveva circondati.
E che nel giorno d'oggi portava l'uno a sposarsi per mantenere integra una delle facciate di quelle villette, adorna delle medesime finestre delle altre e l'altro a ciondolarsi nella solitudine totale della sua officina.
Dilaniato dal desidero che tormentava ogni attimo della sua esistenza ed ogni brandello della sua carne insoddisfatta.
Il gommista si staccò da lui per mettersi a sedere e lei era ancora là, fuori, al telefono.
Il tramezzo concedeva una privacy considerevole rispetto al luogo in cui erano ma davvero troppa vita e troppa luce li accerchiavano.
--
Marco gli si accostò e azzardò sedersi sulle sue ginocchia, abbandonarsi su quel petto accogliente e sentire la durezza progressivamente crescente che sorgeva dal suo inguine.
La possibilità di accarezzargli le guance e le braccia ed aspirare il profumo misto della sua pelle e del dopobarba non si sarebbe ripresentata a breve.
Lo sapeva ed intendeva approfittarne.
Di quest'ultima ombra concessa da una nube che solo un attimo inzuccherò il sole e gli occhi del mondo.
Il suo ex -così poteva chiamarlo?- privo dell' autocontrollo che si acquisisce, in previsione di un matrimonio, assaporava quella straordinarie sensazione con tutta la golosità di una fiamma mai spenta che altro non attende che solo un attimo per divampare e divorare tutta la terra.
Io sono terra.
Pensò il gommista ed era esattamente ciò che sentiva.
La terra in superficie è erba, terra e lacrime e dentro è ferro e fuoco.

Il fatto che quel corpo da lì a due ore sarebbe stato legato da una vera alla donna che stava lì fuori , dava a quei momenti di intimità segreta il gusto del proibito ed esaltava il ricordo un sentimento molto simile all'amore.
Ma lui sussultava, ora. E stava per cadere dalla sedia a ogni respiro...
E l'amore è un ospite importante e non puoi farlo entrare in un cuore scomodo e traballante.
Marco teneva le sue labbra effemminate appiccicate al suo collo, con una delle mani stava sfiorando la sua voglia troppo grande e troppo dura e il suo respiro lo assordava.
Aveva esagerato... Così rischiava di fargli esplodere anche i timpani.
Provò solo un attimo di timore e fece per spostarlo però, stranamente, si sentì fremere piacevolmente il ventre. La bocca del ragazzo era scesa alla sua cerniera, ad aprirla e a succhiare non troppo delicatamente quel cazzo rosa scoperto.
Lo tastò e ammise che in un altro posto e in un'altra vita si sarebbe potuto fare di molto meglio... Di notte.... A letto...
Veniva sempre pensando di tenere sopra di sé quel ragazzo con il quale dalla primissima adolescenza aveva scambiato le confidenze più audaci e che gli si era infilato in testa come un tarlo.
Delizioso strofinarsi di corpi ancora vergini della vita, da nulla turbati oltre che dalla curiosità verso il godimento, questo erano stati.
Baci morbidi e innocenti e dolci, dati tra la labbra lisce e carnose ed espressioni radianti nel momento di sapere che l'amore era da entrambi ricambiato.
Amore consumato nel tramonto discreto nella difficoltà di decidere chi sarebbe stato il primo, dal momento che tra loro non v'era mai stato uno esclusivamente passivo oppure attivo.
Amore fuori dal paese, tra le colline dove tutto era meno rischioso.
Questo era stato una vera delizia ma oggi quel sentimento era stato tradito e allora lo afferrò per la gola, spingendolo ad ingoiare un sapore acre di maschio, lo stesso che affiorava ogni notte in cui il suo ricordo l'aveva costretto a masturbarsi.
***

Ma quando era entrata lei?
Se la vide di fronte senza aver avuto il tempo di....
E lei respirò a fondo e disse :-Solo un attimo...-
Era bastato un attimo, s'era allontanata solo un attimo, giusto il tempo di rispondere alla chiamata di un cliente importante.
Fino a quel momento aveva intercettato l'attrazione che il gommista provava per il suo fidanzato ma di certo non credeva che lui avrebbe accolto l'invito.

Lei era allibita. Stavano per sposarsi. Non poteva averla tradita così...
Quel fedifrago stava succhiando il gommista con molta più attenzione di quella che aveva mai saputo dedicare a lei, anche se non poteva credere ai propri occhi continuò, come aveva fatto sino ad allora a tener lo sguardo incollato alla scena che le stava innanzi...
Finché il gommista venne... Senza parole.

Senzaidentita

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