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Racconto n° 5157
Autore: Senzaidentita Altri racconti di Senzaidentita
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Brehat, alla ricerca del blu di Chartres Danger, il pericolo viaggia nella mente X Stories, i mille volti di una straordinaria follia Friends, amici come prima Charlotte, il profumo dell'oblio. Confidence, le confessioni di una escort Perfidia, il desiderio oltre la ragione L'Equilibrio di Nash, la voce delle stelle My Story, il coraggio di affrontare la verità Orchid Club, il piacere tecnologico
 
 
E felice anno nuovo
Elena è una bravissima donna ma nell' ultimo periodo un tantino irritabile come se avesse costantemente il ciclo.
Questo stato d'animo ha una radice motivazionale che si rende necessario spiegare con una descrizione dettagliata del suo status sociale e dei suoi sogni interrotti.
Suo marito Filippo è uno psicoanalista di successo, in possesso di specializzazione conseguita in una prestigiosa università statunitense, a seguito di un mirato percorso di psicoanalisi eseguito su sé medesimo della durata convenzionale di un decennio.
La sua preparazione gli ha consentito di aprire il miglior studio privato di una città del nord Italia, nel quale un mucchio di professionisti stressati dal lavoro e dalla moglie (più spesso dall'addizione moglie e suocera) gettano alla fine di ogni decennio l'equivalente di quanto avrebbero pagato un castello.

È logico che ciò permette ad Elena di vivere in un lusso appagante e di disporre d'abiti da sfoggiare a feste esclusive, nel mezzo delle quali molti occhi maschili s'incollano alla sua seconda piena che sa valorizzare per mezzo di scollature e monili sobri e azzeccati; quasi sempre dello stesso tono grigio argentato dei suoi occhi. O dell'oro rosa della sua pelle. Ma pure di quel platino accecante che ha tra i capelli. 
E dunque perché ha sempre le sue cose? 
Il fatto è che la signora non ne può più di spendere e spandere senza un perché, senza un ritorno. 
Lei vorrebbe con tutto il cuore investire le proprie doti, intellettuali s'intende. 
Da diversi anni reclama di essere spedita in qualche prestigiosa facoltà a studiare i meandri della mente per seguire le orme del coniuge e magari ampliare con lui l'ambulatorio. 
Da giovane non ne ha avuto la disponibilità e si è dovuta contentare di un diploma sebbene fosse un'allieva eccellente, perciò ora che i quattrini abbondano le sembra giusto e lodevole desiderare di accrescere la sua cultura. 
Il dottore però accampa scuse a suo dire, ad esempio l'età. A trentacinque anni, dice lui, come si può prendere in considerazione un percorso simile? Uscirebbe laureata a cinquant'anni e addio carriera. Ma poi perché non si spaparacchia accanto alla stufa se non ha voglia di andare in giro a spendere? 
In risposta Elena sostiene che le sue doti a cinquant'anni saranno tutt'altro che appassite però appunto lui la incoraggia a non farle sfiorire dedicandosu al tour dei centri estetici e delle palestre piuttosto che ad idee malsane tipo questa dell'università tardiva. 
Perfetto.

Questo era lo stato di cose antecedente Capodanno, quando Filippo ha pensato di iniziare a ragionare secondo le sue conoscenze sui malesseri di Elena ed è giunto alla conclusione che madame ha bisogno dei suoi spazi, come tutti.
Soprattutto le donne sposate prive di una personale realizzazione che dopo un po' finiscono per accusare marito e matrimonio d'essere la causa della fine dei loro sogni e dei loro malumori. 
Così ha deciso di mandarla a trascorrere l'ultimo dell'anno in montagna, in una splendida casa in di proprietà di un medico suo collega, in compagnia di Giulietta, consorte di quest'ultimo e delle sue amiche. Lassù avrebbero potuto sciare, prendere il tè, spettegolare e nessun occhio le avrebbe disturbate tranne quello del sole velato dal brillio degli olivi secolari che circondano la tenuta. 
Per l'occasione le ha anche affidato la sua nuova auto sportiva, quella per cui litigano ancora più di frequente. 
Elena ha preso la patente da due anni, dopo aver dato lungamente battaglia a Filippo e le piace guidare veloce ma a dir di lui non lo sa fare e quella macchina è stata dal giorno dell'acquisto un altro propellente del ciclo anticipato e continuato.

Adesso sono un paio di giorni che attende il suo ritorno, non è rientrata e inizia a preoccuparsi. Non ha avvisato la polizia soltanto perché la moglie del medico gli ha assicurato che è ancora in sua compagnia ma un tantino indisposta o meglio all'ospedale e sarà lei stessa a dargli spiegazioni non appena si sentirà meglio. Unica nota, l'amica di sua moglie sembrava terribilmente in imbarazzo.

Stamattina ha ricevuto alfine una mail da lei e si appresta a leggerla con lo stomaco leggermente smosso. Ma no, non ha paura di niente è solo che non tollera molto il latte di capra, più tardi avviserà il gastroenterologo o... Chi deve chiamare in questi casi? Forse l'allergologo? 
Beh prima meglio assicurarsi che Elena stia bene poi se non fosse così chiamerà dottori per entrambi. 
***
Buongiorno Filippo, amore caro, scusa se ho trascurato di scriverti ma avevo necessità di raccogliere le parole giuste per riuscire a dirti alcune cose. 
Adesso mi sento meglio, il dolore è quasi passato, i nostri amici mi hanno portata in un'ottima clinica ortopedica privata. Specialisti competenti mi hanno risistemato tutte le ossa che mi sono rotta nel crollo della casa. Sta tranquillo.
Caviglia, gamba destra e un paio di costole.
Una slavina si è abbattuta sulla tenuta e ha sradicato perfino due dei piantoni secolari dei nostri amici, so che gli erano costati un occhio e che adesso ti sembra una bazzecola ma io sono davvero dispiaciuta. 
Ti sembra una cosa da poco, immagino....
Ti devo dire però anche quello che è successo prima del crollo... Spero che non te la prenderai troppo, del resto l'idea di questa vacanza è stata tua e ti ringrazio molto dello spazio che mi hai voluto dare... Solo temo di non averlo usato benissimo. 
Mi spiego. La nostra ospite la notte di Capodanno ha invitato quattro amici di suo marito e ci siamo ritrovate io, lei e loro. Lo so, lo so che dovevano essere delle amiche ma non è stata mia l'idea. 
Erano padroni di un agriturismo qui vicino e dovevano solo portarci della marmellata, così mi ha detto Giulietta almeno.
Mi stava mostrando la sua particolare collezione, particolarissima perché io non ho mai sentito di una che colleziona vasetti di confettura. Dico davvero, barattolini allineati con attenzione nella credenza e rigorosamente etichettati. 
Su moltissimi aveva indicato la provenienza e le caratteristiche di chi l'aveva confezionati. 
Ecco guarda, su una era scritto 

– albicocca, della signora Giuseppina, abitazione via... Donna alta, mora, tettone e occhi azzurri.- 
E così via, età, preferenze sessuali... Tutto al posto dei soliti ingredienti. 
Dato il contesto e i brindisi usuali ci è voluto poco per pensare a un utilizzo alternativo della marmellata di Giulietta. Per comodità e non per mettere il dito nella piaga, devo presentare i signori così da poterli chiamare per nome. 
Erano Michele, Germano, Enrico e Massimo. 
Quest'ultimo si è vantato di essere un ottimo pasticcere e si lasciava andare a paragoni tra le sue preparazioni e me e Giulietta, io mi sono preoccupata ma il marito della nostra amica stava tutto da una parte che leggeva e ci ha detto di far tranquillamente tanto aveva intenzione di uscire. 
Come ha fatto bene ad andarsene! Non ha avuto occasione di veder la sua casa distrutta dalla slavina ma non concentriamoci su cose tristi. 
Ho avuto l'impressione che sapesse tutto e che tra le loro abitudini oltre a collezionare marmellata in modo strambo ci fosse anche quella di darsi a orge. 
Dicevo che Massimo a un certo punto, brillo di certo, ha detto a Giulietta che se era d'accordo avrebbe decorato il suo splendido corpo con quel nettare proprio come una delle sue torte e lei gli ha risposto di spalmarla sul pane e farcela assaggiare piuttosto. 
Io però gli ho dato man forte, perché concorderai, che ce ne facevamo del pane se avevamo per stendere la confettura i venti centimetri del suo pene? 
Come dici? Che ne so della misura? 
Beh, lui per non sporcarsi il vestito (bianco) s'era completamente spogliato. 
Io mi sono messa a ridere e gli ho detto che per come era venuto conciato secondo me non era pasticcere ma gelataio e ho detto poi a Giulietta che avremo potuto giocare a streep poker con quei quattro se erano tutti così ben dotati... 
I soliti giochi natalizi son così noiosi, caro. 
Pare però che non avessimo voglia di perdere tempo e ci siamo spogliati senza passare dalle carte e dal via. 
Confesso d'essermi sentita invidiosa del culo di Giulietta e della sua figa, era stesa davanti al sedicente pasticcere e quello stava disegnando sopra a lei triangoli e fiori con l'aiuto del coltello e della marmellata. Aveva i capezzoli tanto chiari e turgidi che ho temuto glieli tagliasse via per sbaglio armeggiando con quella lama. 
Le fissava la clitoride, mi pareva un confetto pure quella, delicata e voluttuosa, in un modo che ho sentito anche la mia sporgersi ed offrirsi alla vista dei presenti, immaginando Giulietta penetrata dalla lingua e dal cazzo di quell'uomo.
Visto che suo marito se ne era andato ed il divano era libero hanno preso i cuscini e li hanno posti sotto il suo bacino. Le sue natiche mi si sono rivelate in tutta la loro bellezza. 
Che ne dici tu da esperto della mente? Ho delle tendenze lesbiche? 
Mentre se ne stava in questa maniera quello l'ha fatta finita di stendere confettura con il coltello e le ha riempito la figa di marmellata con le mani. 
Mugolava in una maniera... Io ero invidiosa. Ma poco dopo è toccato a me. 
Mi sono vista con le labbra intime aperte, al centro avevo una fila di perline bianche di umori che facevano assomigliare la mia figa a una bocca sorridente. 
Uno di loro ma in quel momento ero troppo eccitata per mettermi a ricordare il suo nome, si è piegato per baciarmela, mi pare che mi abbia detto...
-Ecco altra marmellata che puoi mettere nella tua collezione Giulietta.-
Mi ha leccato bene quasi quanto te, anche se spesso mordeva con una chiostra di denti che mi portava a temere per la vita della mia clitoride... 
Avevo già deciso di farmi scopare da tutti quanti si, anche da lei se avesse voluto ed il primo è stato Germano. Era il meno loquace ma anche il più violento. 
Dopo di me è saltato subito addosso a Giulietta, manco il tempo di farselo riaddrizzare, mi è sembrata spaventata da lui ma tutt'altro che dominata, le sue anche rispondevano con la forza di quelle di una puledra che si agita sotto un cavallo.
Ho dovuto smettere di guardare, gli altri due erano venuti da me. Non avevo mai fatto un pompino a rovescio lo sai? Mi ha tirato il collo all'indietro... Chi era? Non mi ricordo, non l'ho nemmeno guardato in faccia mi sa ma p stata la prima volta che ho succhiato al contrario. 
Ho sentito il suo cazzo rispondere ai miei colpi di lingua, le sue vene gonfiarsi, il pasticcere mi brancicava i fianchi e io pensavo... Oh se torna il marito di Giulia... E subito dopo... Ma chi cazzo se ne frega del marito di Giulia e di te... 
Le sue mani dure e insieme carezzevoli davano un devastante piacere ai miei capezzoli e la mia figa si è del tutto allagata, se non avessi avuto la bocca piena della marmellata acida, trasparente dell'altro gli avrei urlato di mettermelo anche dietro. 
Il mio buchino era caldo e palpitante... 
Poi però mi è preso un colpo. 
No, non era ancora la valanga di neve.... 
Mi sono accorta che era tornato a scoparmi Germano, ero così infoiata da non rendermi neppure conto che il cazzo dentro di me era cambiato e mi è venuto da strillare e da bestemmiare... Accidenti porco ma cosa mi hai combinato? 
Dai due lati della mia figa stava colando il suo sperma, dovevo avere l'utero pieno della sua confettura appiccicosa.. 
Ma quale marmellata, è sperma, cazzo! 
Vedi a questo punto... Oltre che tutta rotta potrei essere anche incinta e siccome ho scopato con quattro uomini non so di chi. Proprio non lo so, la mia figa traboccava così tanto sperma che credo mi siano venuti tutti dentro.
Riprendi fiato e ti prego, ti prego, con tutta la mia anima ti chiedo di finire di leggere. 
È importante. 
Caro marito, 
adesso devo concludere. Ci sono due ultime notizie... Una buona e una cattiva. 
Quella buona è che non è mai crollata alcuna casa, nessuna slavina ci ha colpito e non sono incinta. Gli amici di Giulietta sono venuti e la collezione di marmellate dalle etichette strampalate, esiste, quello si e l'ho trovata molto divertente. 
Tuttavia ci hanno lasciato la loro e se sono andati quindi nessuno mi ha chiavata e non posso essere gravida.
La cattiva notizia è che le ossa rotte le ho davvero e dovrai pagare al tuo amico i danni per le due olive secolari e la recinzione di casa che gli ho buttato giù.... Con la tua macchina. 
Avevi ragione ok. Mi sono distratta e sono andata fuori strada. 
La tua super auto è ancora in mezzo al campo cappottata... 
Temo sia distrutta... Ma dopo tutto quello che ti ho detto prima questa ti dovrebbe sembrare una sciocchezza secondo il principio di contrasto, quindi... Non sono brava alla guida d'accordo ma in psicologia che voto mi dai? Credi ancora che non potrei far carriera?
Torno dopodomani, Elena.

E felice anno nuovo.
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