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Racconto n° 5158
Autore: Serendipities Altri racconti di Serendipities
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The Game, il gioco del sesso e della follia. Cuba Libre, un sensuale incontro nella magia di Cuba Confidence, le confessioni di una escort Voyeur, esperienze di una donna senza pudore. Madame, i segreti di una signora per bene. Il Diavolo e la Contessa, sogni fuori da ogni controllo Darkness, cronaca romanzata di una messa nera. My Story, il coraggio di affrontare la verità Thunderstorm, un incontro sotto la pioggia Foreign Affairs, incontri ravvicinati troppo pericolosi
 
 
Di passioni mai sopite...
Non ho mai veramente pensato di poterti dimenticare, ma il ricordo di te, in ben tre lustri, si era comunque scolorito. Ti ho amato con l'intensità dei diciotto anni, quando tutto sembra questione di vita o di morte e sono emozioni che restano rinchiuse in qualche angolino dell'anima. Per questo quando sabato ho incontrato di nuovo il tuo sguardo, mi sono sentita avvampare: rabbia, passione delusione; una ridda di emozioni che mi ha travolta all'istante.
Non ci eravamo più rivisti, ti sapevo lontano, in un'altra città, felicemente sposato. Solo qualche chiacchiera di paese mi aveva informato che eri tornato e che avevi divorziato. Chiacchiere che, a quanto pare, si erano rivelate fondate, una volta tanto.
Non ero preparata ad incontrarti, a salutarti, nemmeno a ridere in ricordo dei vecchi tempi, per questo avevo preso un'altra strada, ma una volta tornata a casa non avevo resistito e ti avevo cercato sul web. Eccola la tua foto, che mi sorrideva dal profilo facebook, e quegli occhi, che per un attimo di infinito erano rimasti incatenati ai miei. Difficile la vita ai tempi di internet, se non ci fossero stati i social network avrei potuto continuare ad ignorarti, ma così la tentazione di sapere tutto della tua vita era troppo forte.
Dopo un po' di tempo, una notifica aveva attirato la mia attenzione: una tua richiesta di amicizia. Il dubbio, la lotta contro me stessa persa in partenza. Non sono mai stata brava a resistere alle tentazioni e senza dubbio tu eri il mio tallone di Achille.
L'ho accettata e abbiamo iniziato subito a chattare, iniziando dai soliti e - poco interessanti - convenevoli. Avevo saputo così che avevi chiesto il trasferimento dopo il divorzio ed eri tornato in paese per stare vicino ai tuoi genitori, ormai anziani.
Ci dividevano cinque minuti di macchina, troppo pochi per far sì che la razionalità avesse la meglio. Uno sguardo allo specchio, un lucidalabbra messo al volo, il piumino indossato uscendo e sono già sotto casa tua. Sento le gambe tremare e l'adrenalina a mille. Il cuore batte all'impazzata, sembra scoppiarmi nel petto. Varrebbe la pena di vivere anche solo per provare emozioni così forti. Mi apri la porta e mi fai entrare. Il tuo è il tipico appartamento da single, con pochi oggetti e nessuna personalità. Inizi subito a farmi domande imbarazzanti, girando il coltello nella piaga della mia debolezza. Vuoi sentirmelo dire che sono lì perché ti voglio, che sono lì per provare quelle sensazioni che non ho mai più sentito. Tu sei sempre bellissimo, la tua faccia da schiaffi è stata il mio tormento e quel tuo modo di trattarmi con bastone e carota ha plasmato la mia sessualità per sempre. Mi chiedi se cerco un Padrone. Ti rispondo che non lo so ma che sono insoddisfatta della mia vita sessuale piatta, che mi manca qualcosa. Mi blocchi le mani al muro e mi baci. Non sei più un ragazzo, sei uno splendido uomo ora, deciso, sicuro di sé, che sa quello che vuole e sa come ottenerlo.
Quel bacio infatti scioglie all'istante tutte le mie resistenze, così quando ti stacchi da me e mi chiedi se voglio essere la tua schiava, ti rispondo che voglio essere qualsiasi cosa tu decida di farmi diventare.
Ti basta, non vuoi tirare troppo la corda perché sull'onda delle emozioni che sto provando, sarebbe troppo facile prendermi ora. Meglio, molto meglio farmi stare sveglia tutta la notte, frustrata, vogliosa, ad aspettare un tuo messaggio; sai che niente mi renderà più docile da modellare, come creta nelle tue mani.
Le regole del gioco le fai tu, e il giorno dopo una tua mail mi indica finalmente che la mia attesa sta per finire, o almeno credo:
- Mattino presto. Per i più un giorno come tanti che inizia. Per te il primo risveglio da ancella, schiava delle mie voglie. Addosso ancora solo il pigiama. Un pigiama qualsiasi per un risveglio come tanti. Scalza. Sotto indossi un banale reggiseno bianco e slip. Sul divano, sul letto, dove più ti rilassi... Sei sola in casa, solo tu e i tuoi pensieri. I tuoi desideri più inconfessabili. Solo tu e le tue voglie. Chiudi gli occhi. Mentre leggi queste poche righe è come se fossi li, accovacciato ai piedi del tuo divano, del tuo letto. La mia voce calda che ti guida, che ti dice cosa fare, come farlo. Mentre ti sussurro nelle orecchie la voglia che ho di te, hai gli occhi chiusi. Il respiro che si fa sempre più affannoso. Il tuo corpo comincia a muoversi sinuoso. Le mani ti accarezzano da sopra al pigiama. Lentamente ti scivolano sul ventre, sul seno. Sollevi il sedere e fai calare il pantalone di qualche centimetro, fino a metà cosce. Le gambe che non possono aprirsi, le cosce che strisciano una contro l'altra. Muovi la testa piano da una parte all'altra. Con le dita della mano sinistra scosti lo slip. Sei già bagnata. Indice e medio della mano destra che seguono il profilo delle labbra del tuo sesso, poi il medio che affonda dolcemente dentro. Lentamente dentro di te, poi fuori, ancora dentro. I tuoi umori sono filanti fra le dita. Hai un brivido lungo la schiena. Le dita sono sempre più decise sul clitoride, i movimenti sempre più frenetici. Cerchi di allargare le cosce, poi di chiuderle. Di nuovo passi le dita bagnate sul clitoride. Ti tocchi ritmicamente. La mano sinistra solleva il reggiseno e scivola sulla tua pelle per cercare i capezzoli turgidi, eccitati. La mia voce ti guida passo a passo. I miei occhi eccitati sono su di te. Tu sei sempre più bagnata. Sei gratificata dal sapermi eccitato li accanto a te. Continui a toccarti sempre più freneticamente seguendo ogni mia indicazione. Tu non mi vedi, ma ora sono davvero lì accanto a te. Ho il mio sesso in mano, proprio come te; turgido ed eccitato. Mi sto toccando anch'io, e lo faccio guardando te che ti contorci gemendo. Stai per godere, stai per venire. I mugolii accompagnano i tuoi gesti sempre più convulsi. Ti dico di aprire gli occhi, e mentre stai per venire, mi vedi nel momento in cui anche io ho l'orgasmo, che ti schizza addosso; poi il sussulto finale: godi strillando come fai solo quando sei con un maschio... Non quando ti masturbi da sola. Perché ora quelle dita sono davvero le mie. Ora sono li, davanti a te. Mi guardi ansimando. Occhi negli occhi, non una parola.
Il mio sperma seno, sul viso, fra i capelli. Il mio odore addosso. La tua giornata sarà lunga, ma le voglie del tuo Padrone le avrai con te tutt'oggi...-

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