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Racconto n° 5183
Autore: S.I. Altri racconti di S.I.
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Cuor di nonna
E così oggi è il tuo compleanno, nonna. Sono venuto per farti gli auguri, ma ti ho trovata nello stesso stato in cui versi ogni dannata volta che sussistono dei festeggiamenti. Non hai mai amato i compleanni, né i Natali, né i regali.

Mi hai detto, tempo fa, che per te sono momenti dolorosi. Per me è lo stesso. Tu conosci il motivo. Perciò ho considerato di non presentarmi. Le feste, le torte, le serate da ballo non sono fatte per esseri come me. Per esseri senza vita. Sono destinate agli angeli biondi come te, per quelli che hanno occhi scuri pieni di luce propria, che non invecchierà mai. La gioia è per gli angeli che hanno troppa paura di vivere il Paradiso che meritano, come te. Non per me, io sono un fantasma del limbo.

Tuttavia mi hai invitato nel tuo paradiso. Io ho accettato, perché anche se penso di essere troppo lontano da te, quel che sento per una cosa vale di più di ciò che ne penso.

Ti ho vista piegarti per l'intera giornata ad esternare sorrisi in risposta agli auguri doverosi.

Hai bevuto, sento il tuo fiato all'alcol, ora che sei ad un centimetro dal mio viso. Hai bevuto perché credi d'essere un fiore appassito un giorno di più. Vieni, lascia che ti dia un bacio. Permettimi di fertilizzare i nostri sentimenti con la mia saliva. Tanto non ci vede nessuno. Questo giorno è già finito, fuori la notte lo copre, ma sembra che l'oscurità accentui il male dei tuoi ricordi. Dici d'avere sonno ma l'ebbrezza assoluta che diverrà un mal di capo tremendo domani mattina non l'hai ancora raggiunta.

Sei sul divano, ubriaca si ma ancora in tempo.

In tempo per scartare il mio regalo.

Se ne sono andati tutti. Anche i ricordi. Anche i legami. Siamo io e te soltanto. Uno spettro e una donna che ha paura di invecchiare. Vorrei sottolineare che l'età ti dona molto. Che gli enormi capezzoli dei tuo seni maturi sono scappati via dalla scollatura.

Le tue belle, grosse cosce, si scavallano svelando pizzo traforato nero. Vorrei vederti sfilare quelle mutande luttuose. Ma non capirmi male, non approfitterei mai di una nonna indifesa, desidero solo che indossi queste altre che ti ho regalato io. Lo so che non ci credi ma le brasiliane rosse possono portare fortuna. Anche se non è ancora l'ultimo dell'anno. Provaci, quanto ti costa?

Dici che potrebbe essere l'ultimo tuo anno.

Abbracciamoci, voglio sentire tutto il caldo peso del tuo corpo. Sei una fiamma disperatamente vitale. Sei bella ed energica, più di me e di tutti i nipoti che hanno fatto presenza qui oggi.

Finalmente ti togli quella biancheria nera ferale e fai per infilare questa. Io non resisterò. Le mie emozioni si srotolano come un gomitolo. Lasciami mettere la lingua tra le tue cosce accoglienti e spingerla nelle profondità della tua figa esperta e ancora succosa. Promettente vita. Voglio berti fino ad asfissiarmi, consumarmi le labbra sulle tue che sanno di coraggio. Sapevo che non ti saresti negata, tu sai come si fa a vivere fino all'ultimo respiro. Sporchi il mio regalo prima ancora di averlo mai usato, di umore nuovo e giovane. Ti sfoghi finalmente, smetti di sentirti vecchia. Lasci che io ti lecchi la bocca, il collo, il volto. La quinta del tuo seno. Vedo la mia immagine riflessa nei tuoi occhi, e i tuoi occhi adesso non sono più coperti di brina. Sono limpidi e pieni di luce. Espandi un desiderio che ti induce a ricambiare. La tua voglia mi indurisce la carne e mi ammorbidisce l'anima. Mi parli di quanto ti piace suggere l'anima l'altrui come un angelo nero e bere il liquido bianco quando ti scola in gola. Il sapore di tutto questo è acre ma le tue parole lo rendono dolce come te. Sei in ginocchio, succhi proterviosa, sembra che tu mi voglia scomporre. Non lo sai ma hai già centrato il tuo obiettivo. Il nostro respiro si espande ed il tempo si restringe. Non ce n'è più, io non ho abbastanza forza. Sarai anche mia nonna ma sei più forte e infoiata di me. Fammi un regalo, rinuncia a ingoiare, voglio osservare il mio sperma che ti imbratta la faccia. Adesso, mentre intingi il mignolo in questa maschera bianca per assaggiare il mio e il tuo amore torni a ridere.

E una volta per tutte, la smetterai da oggi, di farneticare di vecchiaia e di dire che a trent'anni ti senti già mia nonna?
Così anche io potrò riprendere a perdermi nei tuoi occhi, ad amare quello che dici, ad apprezzare il tuo profumo, a darti da mettere la mia camicia, a lavarmi i denti col tuo spazzolino... adesso che non ti senti più mia nonna ma il mio amore.

S.I.

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