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Racconto n° 5204
Autore: Red King e Serendipities Altri racconti di Red King e Serendipities
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Charlotte, il profumo dell'oblio. Confidence, le confessioni di una escort Perfidia, il desiderio oltre la ragione L'Equilibrio di Nash, la voce delle stelle Brehat, alla ricerca del blu di Chartres My Story, il coraggio di affrontare la verità Orchid Club, il piacere tecnologico God save the Queen, una sola Regina per l'Europa. Oppium, la via della perdizione assoluta. Kabala, la dottrina della perdizione.
 
 
Sesso o amore?
Quella domanda le era stata posta dall'uomo che da molto tempo abitava i suoi desideri più intimi: - Stiamo facendo sesso o stiamo facendo l'amore?- Glielo aveva chiesto mentre le loro labbra si univano in un bacio passionale, quasi sussurrandolo, forse rivolto più a sé stesso che a lei. Ma la ragazza aveva liquidato il discorso in poche, sagge parole: - Non farti troppe domande...- Dopo tanto tempo lui era lì, fra le sue braccia, e tutto il resto non importava più.

Serena desiderava davvero tanto rivedere il suo re di cuori... Le piaceva chiamarlo così nei suoi pensieri. Le piaceva fantasticare su come sarebbe andata tra di loro al prossimo appuntamento, si ricordava del loro primo bacio, solo un delicato sfiorarsi di labbra, con molta nostalgia e altrettanto rimpianto.
Appena le era capitata l'occasione di prendersi una giornata libera il primo pensiero era stato per lui. Aveva digitato quel messaggio con mani tremanti: - Vieni da me... - Poche parole che non lasciavano spazio ad interpretazioni e, con il cuore palpitante, aveva atteso la sua risposta. Era stata un'attesa breve, del resto quando si prova un desiderio così intenso come succedeva a loro, un invito così non poteva essere ignorato.
Tuttavia, per passare dalle intenzioni alla realtà, molti ostacoli dovevano essere ancora superati. Le paure, le difficoltà e i rischi che dovevano affrontare per ritagliarsi quelle ore lontani da tutto erano concreti e si erano addensati su di loro all'improvviso, come nubi scure.
Erano passati dall'euforia allo sconforto in un attimo, pensando che ormai tutto fosse perduto. Erano serviti tutta la diplomatica pazienza di lui e tutta la dolce passione di lei per recuperare la situazione e capire che volere è potere, e loro volevano, questa era la certezza alla quale si erano aggrappati con forza.
E poi il giorno tanto atteso era arrivato.
Serena si era svegliata all'alba, ancora poche ore e l'avrebbe rivisto, era impossibile dormire.

La sveglia era suonata alle 6.00, il lockdown lo aveva disabituato alle levatacce, in quanto da molti mesi lavorare in "smart working" significava alzarsi alle 7.30. Nonostante ciò era scattato giù dal letto con una rapidità che gli ricordò i tempi ormai lontanissimi della medesima reazione alla "sveglia" suonata dalla tromba nella caserma degli Alpini!
Doccia, barba, giacca, cravatta, zaino (la versione moderna della "24 ore") ed il viaggio più agognato da anni era iniziato...
Si conosceva bene e si stupiva moltissimo della calma che pervadeva il suo corpo mentre guidava a velocità regolare sull'autostrada, l'esatto contrario di ciò che invece si agitava nella sua mente: pensieri, attese, timori; ma anche desiderio, voglia di poter finalmente realizzare i sogni, quei desideri che si erano scambiati prima in modo velato, poi piano piano in maniera sempre più palese, un crescendo di voglie irresistibili, impossibili da reprimere.

Ed allora quel messaggio, inatteso dopo anni di tentativi più o meno falliti, lo aveva prima accettato con entusiasmo; poi preso da un timore irrazionale, "col senno di poi" rivelatosi insensato, lo aveva rifiutato, scatenando un vero e proprio uragano che li aveva portati al limite del baratro. Ma in entrambi aleggiavano maturità e saggezza che, unite ad un affetto consolidatosi in anni di rapporti epistolari sempre più stretti e profondi, li aveva convinti a darsi un'opportunità, un'occasione unica per realmente capire il livello che i loro cuori e le loro menti avevano raggiunto.
Immerso in quei pensieri, non si rese conto di essere giunto al luogo dell'appuntamento in perfetto orario.
Lei arrivò dopo poco. Le due auto parcheggiate vicine, un sorriso teso di entrambi ed un cenno del capo... di intesa...
Lei aprì la portiera, si sedette sul sedile del passeggero, uno sguardo, un altro sorriso e, come se fosse stato definito in anticipo, lui la tirò verso di sé e... fu un bacio intenso, dolce, quel bacio che entrambi desideravano.

Quando era salita sulla sua auto tutti i pensieri si erano azzerati in un istante. Avrebbe voluto resistere a quel bacio, una piccola ed infantile vendetta da bambina per i dubbi di quegli ultimi giorni che avevano rischiato di rovinare tutto, ma sarebbe stata una perdita soprattutto per sé stessa, così lo aveva accolto con passione, con ardore. Aveva sentito la sua lingua in bocca, il sapore del suo respiro, il profumo della sua pelle e non aveva pensato ad altro se non al qui ed ora. Le domande che si erano affollate nella sua mente fino a quel momento, tra cui la più pressante di tutte e che li aveva portati ad una brutta discussione solo qualche settimana prima: - sarai solo mio? -, erano ormai dimenticate. Nella frazione di secondo in cui aveva aspettato quel bacio così spesso sognato, si era detta che non le importava niente, e che solo se gli avesse dato tutta sé stessa, senza riserve, forse con il tempo avrebbe avuto le risposte che cercava.

Avevano riso e scherzato mentre si dirigevano nell'unica stanza di hotel che erano riusciti a trovare per un soffio. Qualche minuto per il check-in e finalmente erano soli.

Quando si erano trovati davanti a quel letto anonimo si erano sentiti per un attimo smarriti, lui non era uso a quel tipo di avventure e lei aveva ormai dimenticato da tempo che sapore aveva la trasgressione. Le braccia dell'altro erano l'unico porto sicuro nella tempesta delle loro anime in tumulto e ci si aggrapparono con tutta la forza di cui erano capaci.
Le labbra di lui si posarono su quelle di lei, poi su tutto il suo volto, sui suoi capelli, mentre le diceva che era bellissima... Era come un balsamo benefico che curava le sue insicurezze...

Entrare in una stanza era una prassi normale per chi passava molta parte della propria vita in viaggio, ma "quella" stanza era differente, aveva un significato, era al tempo stesso ansia ed attesa, timore ed eccitazione, paura e voglia.
L'abbraccio ed il bacio, intenso, voluto, intriso di passione finalmente realizzata, lo aiutarono a fugare tutti i pensieri, i timori, e lei era realmente bellissima nel suo darsi interamente con tenera voluttà!
Ci volle poco affinché il suo vestito finisse sul divano, l'elegante reggiseno nero oppose strenua resistenza, ma alla fine il seno scoperto, si offrì in tutto il suo turgore ai baci appassionati.
Seduta sul letto volle anche lei godere della vista del suo corpo, così bottone dopo bottone, la camicia ed i pantaloni seguirono la sorte del vestito.
Un attimo, occhi negli occhi, respiri che si arrestano, un altro bacio e i due corpi distesi in un abbraccio. Era ciò che sognava da tempo: baciare quel corpo, percorrerlo con le labbra, sentire il calore della sua pelle, il sapore del suo intimo. Lo slip di pizzo nero volò sul bordo del letto, scoprendo una curata striscia di pelo scuro... appoggiò la sua bocca sulle labbra... eccitato... il sesso era pronto ad accogliere i suoi baci e lui non aspettava che quel momento. La lingua accarezzava ritmicamente il suo centro del piacere, per poi immergersi ad assaporare il succo della sua eccitazione.

I suoi sospiri erano un invito, piacevole invito, a dare di più...

Un dito, poi un altro a stimolare quel corpo già caldo e fremente...

Ancora la bocca a suggere il dolce nettare che fluiva copioso da quel sesso turgido...

E poi, l'unione è condivisione di piacere, un bacio ad occhi chiusi per farle gustare il proprio sapore direttamente dalla bocca che lo aveva procurato...

Assaporare il suo stesso sapore direttamente dalle labbra di lui aveva un gusto nuovo, inebriante. Adorava già la sua bocca, che le stava regalando un piacere intenso. Era estremamente eccitante sentirlo tra le sue gambe, accarezzargli la testa, percorrere la sua schiena con le mani, mentre si concentrava sulle sensazioni che la sua lingua e le sue dita le stavano regalando.
Difficilmente aveva provato picchi di piacere così alti. Lui era un amante estremamente generoso e glielo stava dimostrando ogni istante sempre di più. Sapeva che non sarebbe stato pago finché non l'avesse sentita godere della sua bocca, così si allungò sul letto e aspettò di sentire l'orgasmo arrivare. Fu un'attesa breve... Lui sapeva benissimo quali corde toccare per farla vibrare, quasi come se conoscesse da sempre il suo corpo.
Fu bellissimo gridarglielo fra i gemiti e fu bellissimo accoglierlo di nuovo fra le sue braccia e baciarlo.

Ora desiderava solo dargli lo stesso piacere che lui le aveva regalato.
Si sistemò sopra di lui, pelle contro pelle, respiro contro respiro. Iniziò a baciarlo dappertutto, la sua pelle era morbida e liscia, era davvero un piacere percorrerlo con le labbra. Ma quel peregrinare aveva ben chiara la sua meta finale. Il sesso di lui svettava, turgido di desiderio, lucido di piacere. Le sue labbra lo avvolsero, calde e lussuriose. Voleva realmente farlo impazzire...

Ad occhi chiusi, disteso, i baci delicati e lievi sul corpo gli accesero i sensi.
Il movimento ritmicamente lento ma sapiente delle labbra, il tiepido calore, le carezze della lingua sul glande, trasmettevano scosse di piacere lungo il corpo, che andavano su, fino a raggiungere il cervello e dando sensazioni intense, bellissime, inimmaginabili.
Fu impossibile resistere a quel caldo e dolce massaggio, l'estasi arrivò rapidamente con un sospiro profondo ed un fiotto caldo gli inondò il ventre. Lei raccolse parte del suo piacere con le labbra e lo baciò ardentemente, intensamente. Era la prima volta che assaporava il proprio gusto ma, soprattutto unito alla di lei passione, divenne un'esperienza indimenticabile.

Si guardarono negli occhi, un sorriso, una carezza, i battiti dei rispettivi cuori si acquietarono lentamente e giacquero abbracciati ad ascoltare i propri respiri, i rispettivi pensieri.
Era bello anche godere di quella calma, del piacere di viversi senza le interferenze di tutti i giorni. Era bello tenersi per mano, lei gli strinse la sua fra le proprie. Se l'era portata alla bocca, e mentre si raccontavano episodi delle loro vite, gliela baciava dolcemente, mordicchiandogli le dita. Era un gesto semplice ma di grande intimità e confidenza. Anche lui ne sembrò intimamente colpito.

Ma erano anche consapevoli che il tempo che avevano rubato alle loro vite ufficiali scorreva inesorabilmente e loro non volevano salutarsi così, senza essersi dati e presi ancora una volta.

Si rituffarono l'uno nelle braccia dell'altra, lui l'attirò sopra di sé, le loro bocche si unirono ancora in un dolce bacio. L'urgenza di possedersi rese le loro carezze sempre più frenetiche e il loro baci sempre più ardenti, quasi volessero imprimersi nella mente quei momenti, per non dimenticarli mai. Il suo membro scivolò dentro di lei, che lo accolse nel suo sesso ancora fradicio di piacere.

Spesso le risposte a domande "esistenziali" vengono da gesti o situazioni inaspettati, come l'apparire di un arcobaleno all'orizzonte dopo un furioso temporale estivo. Allo stesso modo quel quesito che ancora risuonava nella sua testa: - ...Stiamo facendo sesso o stiamo facendo l'amore? - Trovò riscontro inequivocabile nella spontanea tenerezza di quel gesto, talmente dolce e genuino da non lasciare dubbi.
I suoi sensi si riaccesero, dando vigore al suo membro che immerso in quel tiepido umore si lasciò cullare da quel movimento lento che lei, occhi chiusi ed espressione di piacere intenso, stava sapientemente imprimendo.
Era veramente un'esperienza magnifica, desiderata ed anelata da moltissimo tempo e voleva che, nel caso avesse dovuto restare unica, fosse indimenticabile per entrambi. Così, delicatamente, si sollevò e, sempre restando fusi in quell'intima unione, la fece sdraiare per poter avere la possibilità di godere delle sue labbra, di abbracciarla, baciarle i seni e mordicchiarle i capezzoli turgidi, mentre le spinte si facevano sempre più intense, il piacere saliva prepotentemente lungo il suo sesso... irresistibile, inarrestabile. Gemiti e sospiri, occhi negli occhi... Un ultimo movimento e si abbandonò su di lei, ansimante, un bacio intenso, voluttuoso. Un sorriso ricambiato.

Se mai ci fossero stati ancora infinitesimi dubbi, ora erano stati totalmente fugati: avevano fatto l'amore...

"L'amore è vivere duemila sogni, fino al bacio sublime". Sembrava solo una di quelle frasi che si trovano nei cioccolatini a San Valentino, troppo smielata anche per due sognatori seriali come loro, e invece era realtà. Ora ne restavano solo altri millenovecentonovantanove!

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