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Racconto n° 5214
Autore: Nikita e Lui Altri racconti di Nikita e Lui
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The Dreamer, alla ricerca del sogno proibito Remember, fantasmi dal passato. Suspect, il gioco degli inganni. True lies, le vere bugie di una donna dalla doppia vita. Kabala, la dottrina della perdizione. OmOsapiens, una storia di ordinaria follia. Black Earth, la terra oscura della vita Noire, il colore del piacere oscuro. God save the Queen, una sola Regina per l'Europa. My Life, la passione sopita... la passiore ritrovata.
 
 
Anime
LEI
Mi piace giocare con te.
Un invito a cena. Un abito lungo, di raso nero.
Semplice, come se fosse una sottoveste.
I seni che premono liberi contro il tessuto.
Perfettamente Signora.
Ma capiresti le mie intenzioni, quando galantemente mi aiuteresti​ a far scivolare la mia mantella dalle spalle, e io mi appoggerei casualmente a te. Ti farei percepire che non indosso altro.
La luce soffusa dell'ambiente giocherebbe con i miei occhi, rischiarati dal riflesso disegnato dal calice di vino rosso, corposo.
Ogni boccone portato elegantemente alle labbra sarebbe accompagnato dalla malizia del mio sguardo, la bocca che si ciba facendo scivolare appena i rebbi della forchetta al suo interno...voglio che tu senta che non è cibo, ma il tuo membro.
Immaginerei la tua eccitazione, sentirei la mia.
Un intenso rapporto sessuale fatto solo di sguardi e di attese, senza nemmeno sfiorarci.
Dilungherei la cena, per torturare entrambi.
Mi alzerei per andare a rinfrescarmi, ti passerei accanto e poserei un lieve bacio sulla tua guancia, sfiorandoti col seno.
Così, solo per provocarti.
Mi fermerei a chiacchierare con quell'amico che non sopporti, perchè sai che ci prova ogni volta.
Sarei un pò civettuola, gli sfiorerei il braccio, guardandoti e sfidandoti.
Vedrei i tuoi occhi incupirsi.
Sorriderei, perchè so che mi punirai per questo gioco innocente.
In fondo però lo sai, ti appartengo.

LUI
mi piace osservarti mentre mangi, mentre parli con gli altri commensali, con quella sciocca bionda che tanto ti annoia.
Mi incanto a seguire le tue dita, le tue mani che con modi lenti ma decisi si appoggiano in modo sensuale sul tuo collo. lo fai sempre quel gesto... lo sai che mi fa impazzire.
... e la tua bocca con quel rossetto rosso fuoco in tinta con le unghie, non lasci mai nulla al caso
la tua bocca è fantastica, la sto già immaginando mentre avvolge il mio glande. Mi stai già facendo impazzire,
ti osservo mentre ti alzi per andarti a rinfrescare, ti osservo mentre esci dalla stanza.
Il vestito che delicatamente segna il tuo sedere, la stoffa che leggera si gonfia all'altezza dei capezzoli... sei eccitata anche tu, lo si vede da come cammini sinuosa, lo intuisco dallo sguardo che mi lanci prima di varcare la soglia della porta e sparire.

LEI
Aspetterai la fine della cena, che dispettosamente farò di tutto per prolungare.
Mi aiuterai a indossare la mantella, e con la scusa di sistemarla passerai le mani sul mio corpo...mi da i brividi il tuo tocco.
Posi leggero le labbra sul mio collo, il tuo sguardo è promessa di perdizione.
Mi farai salire in auto, metterai in moto come se nulla fosse.
Nella mente di entrambi scorrono le scene di quello che ci faremo tra poco.
Sono inebriata dal desiderio di te, e scaldata da quel rosso rosso che mi è scivolato nelle vene.
Uno spiazzo sul ciglio della strada, semideserta e poco illuminata...

LUI
Accosto... spengo le luci della macchina e scendo,​ non senza prima averti dato un bacio affamato.
Faccio il giro della macchina e vengo ad aprire il tuo sportello.
Scendi a fatica sulla ghiaia con quelle scarpe dal tacco vertiginoso
... ti trascino sul cofano...
e sollevando il tuo vestito ai fianchi ti ci faccio sedere sopra.
Il contatto con la lamiera calda ti fa sussultare.
il bagliore della luna piena fa risaltare il tuo sesso in tutta la sua bellezza. Lo hai preparato alla perfezione... come piace a me...
Le labbra sono già schiuse, il nostro gioco della serata ha già dato i suoi effetti.
Ti tolgo il vestito, sei nuda, come tutta la sera ti ho immaginata.
Ti sdrai sul cofano con le gambe aperte e i tacchi puntati sul paraurti a piegarle leggermente
La schiena curva, la testa all'indietro ad osservare la luna
Le mani che si avvinghiano ai tergicristalli.
.... sei uno spettacolo in quella posizione... emani desiderio, voglia di sesso selvaggio.
Voglio scoparti, farti quasi male da tanto voglio entrare in te...
Mi sfilo i pantaloni, ho i boxer che stanno esplodendo da tanto ti desidero.
Voglio scoparti, ma prima mi tolgo il lusso di leccare i tuoi umori colanti, mi piace da morire sentire il tuo sapore, soprattutto quando è così inzuppata di piacere.
u
Una lunga leccata... profonda... che parte dal tuo orfizio più nascosto e arriva come una pugnalata fino al clitoride
Stai gemendo, mia Signora, una scossa percorre il tuo corpo.
Ora voglio che mi guardi mentre appoggio il mio glande alla tua fessura.
Voglio che i tuoi occhi mi dicano quanto lo desideri. Voglio che le tue parole mi dicano che stai aspettando che ti trascini all'inferno con me.
... gioco con il nostro desiderio... picchietto il cazzo duro sul clitoride... mi piace farti smaniare.
Parla... dimmi... ti voglio sentire...

LEI
Sono una creatura della Luna, posseduta dal mio Demone, che si diverte a ritardare il nostro piacere.
Ti sto chiedendo​ implorando...penetrami, senza fermarti, riempimi, la mia carne farà spazio alla tua, e se lo spazio non basterà creane di nuovo.
Ti sussuro scopami, mentre ti guardo con occhi quasi trasparenti, sembrano pezzi di luna con riflessi resi verdi dagli alberi che ci osservano.
Ti urlo prendimi, voglio avvinghiare le gambe alla tua schiena, voglio afferrare i tuoi glutei per aumentare le tue spinte.
Sono così bagnata che scivoli facilmente in me.
Voglio la tua lingua sulle labbra, solo la lingua, voglio concedermi l'indecenza della primordialità.
Non sentirai il mio dito violare quell'anfratto tabù per molti uomini, è stimolante, me lo lasci fare.
Penetrarti solo per amplificare il tuo piacere.
Lo sento, sei solo istinto, ora, come me.
Vengo...lo urlo alla Luna...

LUI
Le tue grida di piacere mi fanno eccitare ancora di più. Mi sento quasi animale, ora.
Appoggio le tue gambe sopra alle mie spalle, le mie mani aggrappate ai tuoi seni.
Siamo fusi uno nell'altra, spingo, penetro, lacero la tua carne, mi muovo quasi con cattiveria... devo.. voglio raggiungere anche io l'inferno.
Solo il rumore dei nostri movimenti, lo sbattere della mia carne contro la tua.
Godo Mia Signira, godo.
Te lo grido, te lo urlo come farebbe un'anima posseduta.
erchè Tu mi possiedi, mia Signora
Vengo. Sul tuo ventre. Sui tuoi seni.
Vengo. Mentre ti guardo e mi accorgo che il piacere è arrivato di nuovo anche per te.

LEI
Mi fa effetto, quando perso nel tuo piacere mi chiami per nome.
Accolgo tutta la tua forza, la contengo, la amplifico.
Mi fa impazzire quando perdi così il controllo, mi fai sentire fiera.
Il tuo bianco caldo fiotto si sparge sul mio corpo.
Ci passo le dita, le porto alle labbra e diligentemente le ripulisco.
Anche a me piace nutrirmi del tuo nettare.
Restano solo i nostri respiri che lentamente tornano normali.
Abbiamo dato spettacolo sotto la Luna, abbiamo raggiunto il nostro Inferno.

LUI
Mi hai preceduto, con le dita volevo giocarci io e disegnare i tuoi seni con il mio piacere. E poi con la lingua raccoglierne un poco e baciarti.

LEI
Portami a casa, prenditi cura del mio corpo, un bagno caldo, la spugna che passerai ovunque, ma non riuscirai a togliere la tua anima dalla mia. pelle.


Dedicato alle anime che si ritrovano per poi perdersi.
A.

Nikita e Lui

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