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Racconto n° 5215
Autore: Serendipities Altri racconti di Serendipities
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Danger, il pericolo viaggia nella mente The Dreamer, alla ricerca del sogno proibito Remember, fantasmi dal passato. Suspect, il gioco degli inganni. True lies, le vere bugie di una donna dalla doppia vita. Kabala, la dottrina della perdizione. OmOsapiens, una storia di ordinaria follia. Black Earth, la terra oscura della vita Noire, il colore del piacere oscuro. God save the Queen, una sola Regina per l'Europa.
 
 
Novecentonovantanove
La maggior parte delle persone pensano che il buio appiattisca tutto, offuschi. Per me invece, se lo si sa usare, il buio diventa un complice. La privazione di un senso amplifica gli altri. Il cuore sembra battere più forte, il corpo sembra fremere più incontrollabilmente.
Il tuo letto è lo stesso che ti ha sentita godere urlando infinite volte, ma stavolta no, stanotte non puoi gemere.
Deve essere un segreto tra di noi.
Chi ti dorme accanto non deve sapere nulla, neppure che non porti la biancheria. Non lo deve sapere perché questo dono non è per lui: il padrone delle tue voglie ormai è un altro uomo. Mi pensi e nemmeno la brezza della notte è sufficiente a placare il calore che ti senti bruciare addosso.
Ora di letto vorresti il mio: le lenzuola di raso, la luce tenue di una lampada, ed io lì, seduto ad aspettarti.
Entrando intravedi la mia figura sul letto, non diciamo una parola, non servirebbe. Il silenzio dei nostri gesti nella penombra dice già tutto.
Ti siedi accanto a me e respiri il mio odore, io il tuo. Ci inebriamo l'uno dell'altra.
I gesti lenti. Gli sguardi. Il desiderio di noi.
Il tuo viso lento sul mio collo, che sfiora la mia guancia, segue le mie linee.
Mi stai entrando dentro, puoi quasi sentire il sangue che mi pompa nelle vene.
Hai voglia. Le labbra si cercano per la prima volta.
Ho voglia. Due quasi sconosciuti che sanno una dell'altro
più di quanto sanno di noi persone che ci conoscono da sempre.
É ancora presto per le mani, solo labbra. Umide. Lingue che si cercano, ci esplorano dentro.
Intensità... Questo ora vuoi, vuoi me.
Mi alzo e ti prendo per mano, pochi passi lenti fino ad accompagnarti al centro della stanza. Poi scivolo via e tu rimani in piedi dove ti ho lasciata.
Sono alle tue spalle ora, puoi sentire i miei passi che lenti ti girano attorno. Ti senti i miei occhi ovunque.
Sei scalza e solo con la camicia da notte addosso.
Finalmente le mie mani sono su di te per la per la prima volta. Si posano sulle tue spalle, poi scivolano lente lungo le braccia. Brividi per il primo contatto.
Da dietro sposto i tuoi capelli da un lato, ti scopro il collo, l'orecchio. Il mio viso si china.
Respiro di nuovo il tuo odore. Tu il mio.
Il mio fiato ti solletica il collo.
Non una parola.
La seta che ti scivola sul viso.
Vedi le mie mani passartela sugli occhi.
Sento il tuo respiro... Affannoso, eccitato.
Ora sei bendata, il tatto, l'olfatto, l'udito, ogni cosa, ogni dettaglio ha un sapore nuovo ed incredibilmente eccitante.
Sei bendata e alla mercé di un uomo visto solo una manciata di volte, ma che conosce i tuoi istinti ed i tuoi desideri come nessuno.
Sono momenti carichi di erotismo.
Le mie mani sono sulla tua camicia da notte, te la sfilo e cade ai tuoi piedi.
Sei completamente nuda. Niente slip, come ti avevo chiesto, come fai da giorni ogni volta che puoi.
Sei sensuale da togliere il fiato e resto qualche istante immobile a guardare le tue forme, ad esplorare il tuo corpo.
Sei a tuo agio, incredibilmente a tuo agio, nonostante il momento così intimo.
Perdi il mio contatto di nuovo.
Stavolta non senti passi, nessun rumore alle tue spalle.
Poi, all'improvviso, un fruscio. Come se stessi scartando qualcosa e gettando a terra la carta.
Ti prendo una gamba e te la faccio sollevare.
Ti infilo qualcosa.
Faccio lo stesso con l'altra gamba.
Sono slip... Non volevo che indossassi i tuoi per metterti quelli portati da me? Non ti chiedi che senso abbia, trovi solo che essere vestita sia eccitante almeno quanto essere spogliata. Ti prendo per mano e facciamo altri due passi per raggiungere nuovamente il letto.
Ti ci adagio sopra.
Mi chino su di te.
Ogni gesto un sospiro.
La mia lingua è su uno dei tuoi capezzoli, senti la mia saliva
bagnartelo. È turgido. I denti delicatamente si alternano alla lingua.
Provi un piacere immenso nel concederti a me, un piacere che faticheresti a descrivere per quanto è pieno ed appagante. Una scia di saliva raggiunge l'altro capezzolo, la mia bocca lo mordicchia, ci gioca, lo lecca, lo succhia e poi la scia prosegue sul tuo ventre. Disegna i contorni dell'ombelico.
La mia lingua si perde dentro la tua carne, che freme di desiderio.
Il tuo istinto vuole il mio membro dentro di te.
Vuole sentirlo riempirti il ventre, tutto, fino a provare dolore dal piacere.
Lo sai che potrai averlo, sai che lo avrai.
Ma ora è presto, è ancora il mio gioco.
La mia lingua scende fino sul pube. La mia testa è fra le tue gambe. Il mio fiato sugli slip.
Sei immobilizzata, completamente abbandonata a me. Ti concedi ciecamente, ogni contatto con la mia pelle, con la mia lingua, è un'esplosione di sensi.
Sento l'odore del tuo sesso, sei fradicia di umori. Hai già inondato gli slip che ti ho appena messo. Le mie dita seguono lo spacco bagnato.
Con la mano sinistra scosto lo slip, ora anche la mia mano
destra va sui tuoi slip e la mia testa su di te. All'improvviso... te li strappo di dosso con un gesto deciso.
Istintivamente adagi la testa all'indietro sul cuscino, socchiudi le cosce attorno alla mia testa per sentirmi li fra loro. Hai un orgasmo fortissimo, le contrazioni ti fanno muovere a scatti, i gemiti di prima ora sono urla incontrollate di un piacere intenso.
Senza che ancora neppure ti sia entrato dentro.
Mentre godi il mio corpo scivola sul tuo, mugoli di piacere. Sono gesti istintivi, senza controllo.
Nel tuo letto non potevi godere, ecco perché ora sei nel mio!
Ma la notte è ancora lunga. Prima dell'alba altri gemiti voglio da te.
Il tuo sapore non mi basta più, ora voglio prenderti.
Entrarti dentro con tanta irruenza da toglierti il fiato...

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