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Racconto n° 5231
Autore: Nikitaverdeveleno Altri racconti di Nikitaverdeveleno
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Danger, il pericolo viaggia nella mente History, il desiderio venuto dal passato. Il Diavolo e la Contessa, sogni fuori da ogni controllo Escalation, una corsa verso la trasgressione assoluta. L'Equilibrio di Nash II, il volto delle stelle Mannequin, il successo e la riconoscenza Decadence, la strada verso il desiderio Legality, le perversioni di una Star della musica. Friends, amici come prima Libero Arbitrio, il tempo dell'intrigo.
 
 
La mia musica
Ti ho lasciato un bigliettino con le indicazioni sul parabrezza.

Non chiamarmi, non scrivermi.

Indossa una camicia, la voglio scura.
Lascia aperti i bottoni fin sotto l'incavo della tua gola.

La cintura, quella nera, di pelle, un pò alta, con la fibbia in acciaio.

Arriva puntuale.

In piedi davanti a quella porta, indossa la benda. E non barare.

Bussa, ti aprirò.

Come sei bello amore...

Entra, ti faccio accomodare.​
Ti sfilo la giacca. Passo le mani già vogliose sulle tue spalle.

Ti bacio, ma tu non muovere le mani. Non toccarmi.

Devi sentirmi senza vista, senza tatto.

Aspetta solo un pò...

Mi sono dedicata a me, oggi.

Davanti allo specchio, ho colorato del rosa della crema depilatoria alla frutta la zona del mio sesso che non permetto all'estetista di toccare.

Ho lasciato solo un triangolino, perchè non sembri un sesso troppo innocente.

Ci ho passato le mani, è liscia, il dito scivola facilmente...e ho voglia della tua lingua, lì, dentro e intorno.

Ho lavato il mio corpo con quell'olio alla mandorla, rende la pelle morbida, cedevole al tuo tocco.

Ho strofinato per asciugare bene, e per lenire il lieve rossore ho spalmato una generosa dose di crema. Insistendo sui seni, i capezzoli che si inturgidivano dispettosi.

Il trucco. Nulla sugli occhi, il loro verde sarà sufficiente.​
Ma la bocca deve splendere di quel rosso acceso, come quando facciamo l'amore e la tua barba un pò mi irrita..ecco, un rosso peccaminoso.

E poi mi sono agghindata per te.

Scarpe alte, tacco sottile.

Calze, nere, con la riga. Era tanto che non indossavo quel reggicalze.

Un reggiseno di pizzo nero, stringe il mio seno generoso un pò come fanno le tue mani quando ti diverti a stropicciarlo.

Ero indecisa, ma poi ho scelto uno slip, basso, tutto di pizzo...effetto vedo non vedo.

Niente gioielli. Non mi servono.

Una goccia di profumo sulle caviglie.

Ho gironzolato un pò per casa così, davanti agli specchi, solo per capire se ti potevo piacere.

Ho indossato quell'abito bianco, di seta, col bordo nero, quello che ha solo una fila di bottoni, davanti. Sei sempre rapidissimo a strapparmelo di dosso, una lieve pressione e i bottoncini cedono.

Sono pronta, amore.

Per te.

Ora voglio che tu ti metta sul letto, appoggiato ai cuscini rialzati sulla spalliera.​
Voglio che tu tolga solo le scarpe.

Rilassati.

Ti tolgo la benda.

Ho coperto la luce con un telo, la stanza è quasi in penombra.

La sedia è al centro, davanti al letto.

Sorridi.

Sorrido.

La musica.

Giro intorno alla sedia, toccandone la spalliera come se fossero le tue spalle.

Ti guardo, ancheggio seguendo il ritmo.

Mi fermo, gambe allargate.
Un dito si infila sotto il primo bottone​
Si apre.

Carezzo il mio seno, labbra a mandarti un bacio, mi sto offrendo a te.

Due, tre, quattro

La fila di bottoni salta, il vestito si apre.

Ti guardo, sorrido, la lingua ti invita, passando golosa sul mio rossetto.

Ora vedi cosa si cela sotto il vestito.

Scivola dalle spalle, ammiccante lo lascio cadere a terra.

Mi copro la bocca con una mano, con quell'espressione di finta colpevolezza che fa parte del gioco.

Ti volto le spalle, mi giro a guardarti.
Mi abbasso a raccoglierlo, senza piegare le gambe.

Poi mi accuccio, risalgo lenta, sfiorandomi col tessuto del vestito.

Te lo lancio, lo afferri e lo annusi, senza smettere di guardarmi.

Tocca alle calze.

Mi siedo, allargo le gambe, tocco il mio corpo, salgo dalla caviglie...su, evito il pube, sfioro i seni, un dito tra le labbra...che poi disegna una scia sul seno.

Gambe chiuse, per spostarle di lato.

Tolgo una scarpa, mi alzo e appoggio il piede sulla sedia.

Sgancio il reggicalze.

(che voglia di venire ad assaggiare il gonfiore che vedo tra le tue gambe)

Lentamente, piegando un pò il busto, sfilo una calza.

Sei prontissimo a prenderla al volo.

Profuma di me e di crema, vero?

(mi eccita il tuo sguardo)

Tolgo l'altra scarpa, sgancio del tutto il reggicalze.

Il culo all'infuori, il seno sfiora la gamba, mentre scivola via anche l'altra calza.

La lingua assaggia la mia pelle,mentre mi rialzo.

(vorrei la tua bocca adesso)

La musica mi fa ondeggiare un pò.

Ti fisso, in piedi davanti alla sedia.

Le mani a coppa, coprono il seno.

Lo avvicinano alle labbra, la lingua lo sfiora.

Le mani scivolano sulla chiusura...si, si apre davanti.

Non lo faccio sganciare del tutto...lo trattengo, tengo ancora prigioniero il mio seno.

Ancheggio sfacciata, mi avvicino a te.

Il tuoi occhi fissano le mie mani.

Libero, finalmente il mio seno ti riempie lo sguardo.

(quanta voglia ho di sentire i tuoi denti sui capezzoli)

Mi copro col braccio, finta timida.

Ti vedo stringere quel reggiseno.

(le tue mani...voglio sentirle ovunque)

Torno verso la sedia, mi accarezzo e sculetto, seguendo il ritmo.

Le dita si infilano ai lati dello slip.
Lo faccio scivolare solo un pò.

Poi mi fermo.

(toglimelo con la bocca, bagnami)

Seduta, alzo le gambe unite.

Lo slip scivola oltre i tacchi.
Lo annuso...poi te lo lancio.

Lo afferri e aspiri il profumo del mio sesso mischiato a quello dalla crema.


La musica è finita.

Resto in piedi davanti a te, alta sui tacchi
Solo il reggicalze ad ornare mio corpo.

La voglia di te...in ogni fibra del corpo.

Mi offro a te, mio compagno di fantasie.

Nikitaverdeveleno

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