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Racconto n° 2738
Autore: Alemar Altri racconti di Alemar
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Danger, il pericolo viaggia nella mente Exchange, l'ultimo passo prima del buio. Inferno, le ombre oscure della rete. Social Game, la tentazione che viene dal Web Gebebeh, l'antico aroma dell'altopiano. Debacle, il prezzo della verità. The Game, il gioco del sesso e della follia. Mea Culpa, religione e mistero True lies, le vere bugie di una donna dalla doppia vita. Sacrificium, la sfida degli dei.
 
 
Alexander
Sittin' on the dock of the Bay...

Questa è la musica di sottofondo che ti preannuncia qualcosa di particolare, mentre chiudi tutto il mondo fuori dalla porta. Lentamente lasci la maniglia, la cravatta ti stringe la gola e la slacci. Sei sudato, e l'acqua di questo temporale estivo si confonde sul tuo viso insieme al tuo sudore. Cerchi di capire.
Cosa succede? Cosa distingue questa giornata dalle altre?
La differenza si vede nella camicia di seta abbandonata sul pavimento del corridoio, la gonna poco più avanti.
Fa sempre più caldo in questa stanza, la finestra è spalancata, le tende si muovono lentamente sotto il tocco sapiente del vento, e fuori il temporale: ottimo ingrediente per elettrizzare ancor più questa atmosfera.
Accidenti quanto fa caldo qui.
La tua voglia di sapere ti porta a raccogliere i miei indumenti, li tocchi e senti ancora il mio profumo, il calore della mia pelle. Prosegui più avanti, nella sala.
Ciò che ti aspetta è un corpo seminudo in controluce, l'ombra di una donna che, davanti alla finestra aperta, sorseggia lentamente un drink.
Mi vedi? La pioggia mi ha bagnato il viso, i capelli, le spalle; ed è bellissimo sentire il vento sulla mia pelle bagnata.
La mia maglietta è quasi trasparente ormai, io ti vedo, ti guardo, ti sorrido, butto la testa all'indietro e lentamente comincio a ballare, molto, molto lentamente.
Tu sei appoggiato alla porta e osservi divertito questa donna che davanti a te ha cominciato un giochino molto sensuale, solo per te.
La musica prosegue, ed io mi confondo tra le tende, mi muovo, e scivolano le mani sotto la maglietta, ho caldo, ho tanto caldo, forse se rovescio un po' del mio drink sulla pelle starò meglio...
E il pensiero prende forma, una goccia dopo l'altra ed ecco che subito il dito corre bagnato sul mio seno.
Ghiaccio, ci vuole del ghiaccio, sono diventata il mio giocattolo, e mi sdraio sul pavimento freddo, passo il cubetto sulla caviglia, lentamente arrivo all'interno del mio ginocchio, poi su, per le cosce.
Si insinua tra gli slip di pizzo bianchi, e con la bocca semiaperta ecco che ti arrivano i primi gemiti, che rimbalzando nella tua testa, esplodono.
Il mio corpo è ormai di fuoco, il ghiaccio si è sciolto ed ho bisogno di un altro cubetto, di più cubetti: ho sempre più caldo...
Le mie dita vagano bagnate sopra la mia pelle abbronzata e frugano ovunque, tra le cosce umide di desiderio, sulla mia pancia, sul mio seno, sul mio collo, sulle mia labbra, e mentre continuo a giocare, con il pavimento che mi rimanda l'umido sulla schiena, ecco che il bagliore di un fulmine entra nella stanza e illumina il mio corpo inarcato verso il soffitto, mentre lentamente continua a muoversi con passione; e tu puoi solo vedere l'ombra dei miei fianchi dondolare avanti e indietro.
Perdi lo sguardo in questa infinita sensualità, e fissi la punta delle mie dita che scompaiono nella mia bocca.
Sì, le sto bagnando di saliva, perché ora mi voglio, ora si superano i limiti, così la mia mano parte, scivola sui fianchi e raggiunge le mie cosce, mi senti gemere mentre il mio dito ha raggiunto quel pozzo che sa regalarti il piacere.
Un piacere sfrenato e lussurioso...
E spingo, spingo sempre più, avanti e indietro, ormai sento l'attaccatura della mia mano contro di me, e frugo, mi voglio, mi desidero... e ho sempre più voglia...
Continuo a toccarmi fino a farmi quasi male, il mio respiro si fa sempre più profondo, sempre più caldi sono i gemiti, e mentre prendo tutto il piacere che posso da me stessa, alzo gli occhi e ti cerco.
Mi stai guardando, e io so, so che ti piace quando mi tocco così, quando spingo le mie dita fino all'apice, mentre i miei fianchi continuano a muoversi avanti e indietro.
Mi piace eccitarti, vederti con gli occhi carichi di desiderio, mi eccita ancor più sapere che mi vuoi.
Ora voglio il massimo, smetto di toccarmi e alzandomi ti guardo. Sono a pochi passi da te, mi avvicino, ti sono davanti, ma non mi basta.
Ora sento il tuo respiro sul mio viso, ti tocco: ho le mani nei tuoi capelli, sul tuo collo, spingo il mio corpo contro il tuo, sei con le spalle contro il muro e premo, premo sempre di più, sei imprigionato.
Le mie mani continuano a giocare e la mia bocca ti bacia, la mia lingua ti bagna il collo e le mie mani corrono sotto la camicia e scendono giù, fino al tuo sesso che preme contro di me con prepotenza.
Non ti basta più guardarmi, così mi tocchi anche tu e metti le mani sulle mie natiche; mi stringi a te mentre continuo a baciarti: mi vuoi da morire, le tue mani frugano ovunque, sul mio seno, sulla mia schiena, e scendono giù fino alla fessura tra le grandi labbra, lo so che ti piace da morire, ma non è ancora il momento, voglio giocare ancora un po'...
Non ti lascio un attimo, non mi stacco da te, e con il mio corpo contro il tuo, ti spingo fino al bagno.
Fa caldo, fa tanto caldo, l'atmosfera è carica, ti spingo contro la parete, sei quasi invisibile dietro il vapore dell'acqua che scende giù nella doccia.
E così, vestiti, lascio che quest'acqua scenda sopra di noi e ci bagni, siamo inzuppati di voglia e incominciamo a spogliarci: ti slaccio i bottoni della camicia, e mentre la sfilo passo la lingua sul tuo petto sudato, tu gemi, con le mani tra i miei capelli. Hai addosso ancora i pantaloni, e in ginocchio davanti a te, li sfilo.
Ti voglio sentire urlare di piacere, e la mia lingua si intrufola con le mani sotto gli slip, e arriva piano al tuo sesso grande e duro.
Ti bacio lentamente, ti succhio fino all'anima, tu chiudi gli occhi e premi la mia testa fra le tue gambe che tremano sotto i colpi dolci ma decisi della mia lingua.
Non riesci quasi a reggerti in piedi, così cerchi un diversivo: mi fai alzare e mi spogli; il vapore disegna strane forme dentro la stanza, e fa crescere il mio desiderio di sentirti dentro di me.
Sì, ti voglio da morire, voglio sentire che mi apri, completamente...
Avverti sulla mia pelle il desiderio ormai diventato delirio, così ti lasci andare e insinui la tua mano nella fessura di piacere bagnato in cima alle cosce; spingi con decisione le tue dita fino in fondo, palpi il mio corpo con avidità, muovendo le dita dentro, come se stessi cercando il punto più lontano e irraggiungibile, ma nello stesso tempo più eccitante e piacevole.
Siamo eccitatissimi, ormai chiusi dentro un gioco troppo erotico, che non ci permette di tornare indietro, e in fondo, nessuno dei due lo vuole; così, dopo averti guardato negli occhi con la bocca socchiusa ti prendo per mano, e con il mio sguardo dentro il tuo ti spingo nella sala, dove tutto è cominciato, ma non resisti: con forza quasi animale mi pieghi in ginocchio sul pavimento, proprio davanti alla finestra, dove la pioggia che entra mi bagna la schiena e le tende si muovono adagio. Entri con decisione dentro di me, attraverso un colpo deciso di sento completamente dentro, poi ti fermi... giochi con il mio piacere, sai che non posso farne a meno, quindi cerchi di uscire lentamente, ma io non mollo la presa, ti prendo per i fianchi, affondo le mie unghie nella pelle e poi spingo il mio corpo voglioso contro il tuo, finché sento la tua pancia premere contro le mie natiche.
Continuo a muovermi così, ad ogni colpo di reni è un miscuglio di dolore e piacere, sì, perché ti sento fino in gola e mi fai vibrare, mi fai impazzire...
Tra gemiti e respiri affannosi, si ode la fine di questo disco che sta per terminare, mentre noi due consumiamo questo amore che brucia più del fuoco.

- Il primo racconto di Alemar, avevo 19 anni -

Alemar

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